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Mercoledì, 7 Dicembre 2022

Preso il 'tesoro' dell'imprenditore vicino alla criminalità organizzata foggiana: Dia confisca 50 milioni di euro

L'uomo, del ravennate, era stato coinvolto nelle operazioni antimafia 'Baccus' e 'Malavigna'. Confiscati 9 compendi aziendali attivi nel settore vitivinicolo, 74 beni immobili tra Ravenna, Forlì e Brescia, 6 automezzi d’epoca e 3 rapporti bancari e assicurativi accesi presso una banca di San Marino

Confiscato dalla Dia patrimonio di oltre 50 milioni di euro ad un imprenditore ravennate contiguo alla criminalità organizzata foggiana.

L’operazione è stata messa a segno all’alba di oggi, quando la Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Bologna nei confronti di un imprenditore ravennate operante nel settore vitivinicolo.

Il soggetto era rimasto coinvolto nel 2012 nell’operazione ‘Baccus’, coordinata dalla Dda di Bari, unitamente ad alcuni soggetti legati alla criminalità organizzata cerignolana, subendo la condanna dalla Corte di Appello del capoluogo pugliese a 4 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ed a reati fiscali.

Inoltre, più di recente è stato condannato in primo grado a 9 anni e mezzo di reclusione per associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio a conclusione delle indagini eseguite dalla Dia di Bologna, coordinate dalla Procura di Ravenna e sfociate nell’operazione ‘Malavigna’.

Il provvedimento, emesso su proposta del procuratore della Repubblica di Ravenna, Alessandro Mancini e del sostituto procuratore, Lucrezia Ciriello, fa seguito al sequestro già operato dalla Dia nel 2020 in base al quale il Tribunale di Bologna, presieduto da Francesco Caruso, aveva ritenuto sussistente, tra l’altro, la sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni nella disponibilità del proposto e del suo nucleo familiare.

La misura ablativa interessa partecipazioni societarie e 9 compendi aziendali attivi nel settore vitivinicolo siti nella provincia di Ravenna, 74 beni immobili ubicati tra le provincie di Ravenna, Forlì e Brescia, 6 automezzi d’epoca e 3 rapporti bancari e assicurativi recanti disponibilità finanziarie di cui un conto corrente acceso presso un istituto bancario di San Marino; quest’ultimo sarà oggetto di confisca a cura delle competenti autorità sammarinesi d’intesa con l’autorità giudiziaria bolognese così come previsto dalla Convenzione di “amicizia e buon vicinato” del 1939.

Il valore complessivo dei beni oggetto del provvedimento di confisca ammonta ad oltre 50 milioni di euro.

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