Sequestrati a Curci beni per 16 milioni, che il commercialista "che ha manifestato concreta pericolosità sociale" stava occultando

La Guardia di finanza ha condotto approfonditi e complessi accertamenti patrimoniali, all’esito dei quali è emersa in capo al commercialista ed ai suoi congiunti una disponibilità di beni assolutamente sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati ed in generale alle disponibilità economiche proprie e dei suoi familiari

Sequestro beni a commercialista

I finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, su disposizione del Tribunale di Bari - Sezione III in funzione di Tribunale della Prevenzione (presidente dott.ssa Giulia Romanazzi) - hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni mobili registrati, immobili, polizze assicurative, titoli, conti correnti e denaro contante, per oltre 16 milioni di euro, riconducibili a Ruggiero Massimo Curci, commercialista foggiano di Carapelle, già indagato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia per molteplici crimini economico-finanziari.

Il sequestro, disposto in accoglimento della proposta della citata Procura della Repubblica, è l’atto finale di articolate indagini economico-patrimoniali sviluppate dai finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Foggia sul soggetto classe 68 che ha manifestato una concreta pericolosità sociale, comprovata da una condanna per reati contro il patrimonio, con sentenza irrevocabile del 2016, nonché dal suo diretto coinvolgimento in molteplici procedimenti penali per illeciti economico-finanziari, quali truffe, reati tributari, reati fallimentari, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e impiego di beni e utilità di provenienza illecita.

L’arco temporale nel quale è maturata la pericolosità sociale del commercialista, in relazione all’ipotesi di cui all’art. 1, lett. b) del d.lgs. n. 159/2011, è stato acclarato dal 2008 sino a tutto il 2018.

La replica dell'avvocato di Curci

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia hanno permesso di accertare che Curci, agli arresti domiciliari per il reato di autoriciclaggio, stava ponendo in essere varie operazioni dirette a dissimulare il proprio patrimonio. Attraverso un vorticoso sistema di intestazioni fittizie di beni immobili, titoli, polizze assicurative, assegni e vaglia circolari, era in procinto di occultare definitivamente le risorse illecitamente accumulate. Ma l’attività dei militari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, ha impedito al soggetto di portare a compimento il progetto ideato e in fase di avanzata attuazione.

Infatti, la Guardia di finanza, delegata dall’A.G., ha condotto approfonditi e complessi accertamenti patrimoniali, all’esito dei quali è emersa in capo al commercialista ed ai suoi congiunti una disponibilità di beni – rappresentata da investimenti in attività finanziarie, beni immobili, beni mobili registrati e rapporti di credito bancari/postali -  assolutamente sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati ed in generale alle disponibilità economiche proprie e dei suoi familiari.

In particolare, con il provvedimento ablativo emesso dal Tribunale di Bari - l’unico nella Provincia di Foggia nell’anno 2019 -, sono state sequestrate disponibilità per 16.187.402,74 euro, consistenti in14 immobili, tra cui una villa con piscina ubicata in Carapelle; fondi comuni di investimento; conti correnti; titoli; polizze assicurative; vaglia circolari; vaglia postali; assegni bancari; denaro contante 4 autovetture, tra cui una Porsche Carrera 911 (2017); 10 orologi di pregio modello Rolex.

L’azione svolta dalla Guardia di Finanza si inserisce nel solco della diuturna ricerca e aggressione di patrimoni riconducibili a soggetti che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da attività delittuose; attività che risponde alla duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate, e liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori ed in questo caso ai professionisti onesti di operare in regime di leale concorrenza. 

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