Sequestrati beni per 10 milioni di euro a Notarangelo e Raduano

I Carabinieri di Vico del Gargano ed i militari del Nucleo di Polizia Tributaria- G.I.C.O. di Bari, ponendo sotto il vincolo del sequestro appartamenti, quote societarie, terreni ed auto/motoveicoli

La Procura Distrettuale Antimafia di Bari ha assestato un altro duro colpo nei confronti di quello che viene ritenuto un sodalizio criminoso operante in Vieste.

Difatti, su richiesta del P.M., Dott Giuseppe GATTI, il Gip del capoluogo pugliese, Dott. Michele PARISI, ha accolto la richiesta di sequestro preventivo nei confronti di Notarangelo Angelo, detto “Cintaridd”, capo dell’omonimo clan operante nel territorio viestano e del suo braccio destro Radunao Marco, affiliato di spicco al sopracitato presunto sodalizio criminoso.

Nella mattinata del 7 novembre 2011 i Carabinieri del Comando Compagnia di Vico del Gargano ed i militari del Nucleo di Polizia Tributaria - G.I.C.O. di Bari, hanno dato esecuzione al provvedimento, ponendo sotto il vincolo del sequestro appartamenti, quote societarie, terreni ed auto/motoveicoli per un valore di 10.000.000,00 di euro circa.

Il provvedimento scaturisce dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere da cui i predetti sono stati colpiti lo scorso 11 novembre, per estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore viestano, titolare di una società operante nel settore del noleggio di videogiochi e slot machines, il quale era stato costretto a versare nelle mani dei due aguzzini 800 euro al mese, mediante pagamento di una rata semestrale di 4.800,00 euro.

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Le indagini poste in essere hanno consentito di accertare palesi sproporzioni tra le fonti di reddito degli indagati ed il cospicuo valore dei beni mobili ed immobili nella disponibilità degli stessi. Anche il Tribunale del Riesame di Bari si è espresso in favore della Procura Distrettuale Antimafia nell’udienza del 5 novembre u.s., al termine della quale venivano rigettate le istanze di scarcerazione proposte in favore del Notarangelo e del Raduano e confermate le misure cautelari in atto.

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