Tributi, trattenute a titolo di aggio indebite: sequestrati i beni di Aipa

Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Foggia. Ravvisato il reato di peculato

Gdf e polizia, foto di repertorio

La Procura della Repubblica di Foggia ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie, emesso dal Gip di Foggia, nei confronti dell’Aipa Spa, società affidataria del servizio di riscossione tributi per conto del Comune di Foggia. In più sono stati eseguiti altri provvedimenti nei confronti di alcuni soggetti indagati. Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Foggia, in seguito ad un esposto. All’esecuzione dei provvedimenti ha preso parte anche il personale della locale Squadra Mobile della Polizia di Stato.

Dagli accertamenti è emerso che, a seguito delle recenti riforme fiscali con cui sono state abrogate e sostituite le imposte locali ICI e Tarsu, con le nuovo IMU e TARES, Aipa, applicando impropriamente l’articolo 16 del ‘Capitolato speciale d’oneri’ ed appellandosi all’automatica estensione dell’affidamento alla riscossione dei tributi di nuova introduzione, ha trattenuto – così come comunicato e fatturato al Comune di Foggia – una cospicua somma di denaro a titolo di “aggio” per la riscossione dell’IMU e della TARES.

In particolare, in considerazione della diversa natura e dei diversi presupposti dell’IMU rispetto alla precedente imposta ICI, il nuovo tributo viene versato direttamente dal contribuente con modello F24 all’Agenzia delle Entrate che, a propria volta, sulla scorta dei codici catastali indicati dal contribuente nella delega  di pagamento, lo riversa direttamente al Comune.

Per quanto riguarda la Tares, che dal 2013 ha sostituito la Tarsu, della relativa riscossione, per la medesima annualità, si è occupata Aipa, ad eccezione della quinta ed ultima rata versata dal contribuente direttamente all’Agenzia delle Entrate con modello F24, visto in tale rata era inclusa anche la maggiorazione statale.

Il versamento diretto della Tares da parte del contribuente in favore dell’Agenzia delle Entrate è proseguito anche per il 2014 con l’entrata in vigore della Tari. A partire, poi, dal primo gennaio 2014, con l’entrata in vigore della IUC – che sommava Imu, Tasi e Tari – l’Aipa ha gestito esclusivamente la Tari, come previsto dall’articolo 57, ultimo comma, del Regolamento IUC del Comune di Foggia, approvato con delibera consiliare 196 dell’8 agosto 2014.

Di conseguenza, le imposte IMU e Tasi sono state gestite direttamente dall’amministrazione comunale foggiana, giusta delibera di giunta n. 111 del 26 novembre 2014. Rispetto ai predetti tributi si ritiene che l’Aipa non abbia svolto alcuna apprezzabile attività, sia in fase accertativa che in fase di riscossione, con la conseguenza che le trattenute dell’aggio su tali tributi risulterebbero indebite.

Le indagini hanno permesso di accertare, sul piano documentale, la fatturazione da parte di Aipa nei confronti del Comune di Foggia di aggio per la riscossione dei tributi Imu e Tares per 9.484.741,35 euro. In particolare le trattenute indebite riguarderebbero le anticipazioni fatte al Comune dalla società al netto dell’aggio su Imu, a titolo di minimo garantito dal 9 maggio 2012 al 30 maggio 2013; e le somme riscosse dai contribuenti a titolo di imposte varie nel periodo giugno 2012 a luglio 2014.

Sulla base dei risultati delle indagini, su richiesta della Procura della Repubblica, veniva emesso dal Gip di Foggia decreto di sequestro preventivo per equivalente a carico dell’Aipa, della Maza Global Solutions e delle società partecipate a diverso titolo, fino alla concorrenza dell’importo complessivo di quasi 9,5 milioni di euro, ravvisandosi il reato di peculato. Pertanto ieri gli ufficiali del Nucleo di Polizia Tributaria insieme alla Squadra Mobile di Foggia, hanno eseguito il decreto di sequestro unitamente a decreti di perquisizioni e sequestri.

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