Giorni difficili per Alfredo e Paola, da un assessorato all'altro si fa dura per i fratelli: strada ancora lunga per un tetto

Questa mattina Alfredo ha incontrato i funzionari dell'assessorato alle Politiche Sociali alla presenza della delegata Raffaella Vacca, che a FoggiaToday ha sottolineato: "Per quello che si può fare noi ci siamo"

Alfredo e Paola

Derubati finanche dei loro averi nei 27 giorni passati al riparo dal freddo sul pavimento di un Pronto Soccorso - luogo dove hanno trascorso anche le festività natalizie - Paola e Alfredo dovranno attendere ancora un po' (si spera non troppo) prima di conoscere il loro futuro, nella speranza che la vicenda si risolva e si chiuda al più presto con un tetto e due posti letto. E' quanto entrambi chiedono da più di un mese.

Nel frattempo, nulla di più rispetto all'urgenza dei due foggiani di trovare una sistemazione adeguata, è emerso dall'incontro tenutosi questa mattina negli uffici dell'assessorato alle Politiche Sociali dopo un tiraemmolla durato qualche settimana.

Eppure Alfredo aveva riposto la speranza di una soluzione a stretto giro, di un tetto che in questo momento, per fortuna, viene loro assicurato da una volontaria; necessità di cui si era fatto carico anche Francesco Niglio, il dottore degli ultimi che oltre ad essersi interessato alla vicenda, ha teso loro una mano impiegando energie e risorse personali pur di non vederli dormire per strada, sotto al vento, al gelo e alle intemperie della stagione invernale. Oggi Alfredo avrebbe voluto portare una bella notizia a sua sorella Paola, ma non è stato possibile.

Contattata telefonicamente intorno all'ora di pranzo, a FoggiaToday l'assessore Raffaella Vacca ha precisato che l'assessorato di riferimento, che della vicenda di Alfredo e Paolo sarebbe stato informato al termine dell'incontro, è quello delle Politiche Abitative: "Non ci sono strutture, abbiamo dato loro alcune informazioni-indicazioni sulle misure di sostegno economico - Reddito di Cittadinanza o Red - e assicurato il nostro impegno e la massima disponibilità". E ancora, "Hanno il mio e i contatti degli assistenti sociali, dovranno rivolgersi a un Caf e renderci partecipi dello sviluppo della situazione. Ci attiveremo come è giusto che sia" sottolinea Vacca, che conclude: "Per quello che si può fare noi ci siamo".

Ora, nelle more di attendere gli sviluppi del caso e confidando nel lavoro dei due assessorati - quello alle Politiche Sociali e l'altro alle Politiche Abitative - la domanda sorge spontanea: se i due fratelli indigenti non avessero trovato una sistemazione messa temporaneamente a disposizione dalla volontaria, dove avrebbero dormito questa notte, se è vero - come sostiene l'assessore - che non vi sarebbero in città strutture per under 65 e le condizioni dei due fratelli non richiederebbe un'assistenza sanitaria? (altra condizione senza la quale non sarebbe possibile usufruire di un dormitorio). 

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