Cronaca

1405 giorni nel carcere di Foggia in “condizioni inumane”: detenuto vince la sua battaglia

Detenuto albanese ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo un risarcimento retroattivo per aver trascorso cinque lunghi anni in celle piccole e senza lo spazio necessario di movimento

Un giorno in meno in cella ogni dieci giorni trascorsi in condizioni di sovraffollamento. Via libera allo sconto di pena cosiddetto “retroattivo” anche per i detenuti che chiedono questo “rimedio risarcitorio” in un secondo momento. Chi è tornato libero potrà chiedere un risarcimento pari a otto euro per ogni giorno trascorso in una cella disumana. Lo ha deciso la Cassazione con la sentenza 46966 depositata dalla prima sezione penale, quale estensione della sentenza ‘Torreggiani’.  

Per questo motivo i giudici hanno accolto il ricorso di un detenuto albanese ristretto a Foggia che aveva chiesto la riduzione della pena per aver trascorso cinque anni in celle piccole e senza lo spazio necessario di movimento, 1405 giorni trascorsi in carcere in “condizioni inumane”.

Eppure il magistrato di sorveglianza, con decreto del novembre 2014, aveva dichiarato inammissibile la richiesta sulla base del fatto che non era più attuale, in quando l’uomo – pochi giorni prima del ricorso – era stato spostato in una cella a norma.

L’uomo ha proseguito la sua battaglia e ha fatto ricorso in Cassazione, facendo presente che “il pregiudizio derivante da condizione detentiva degradante ed inumana” era stato “determinato da un comportamento dell’amministrazione penitenziaria”. In base a queste sentenza il detenuto può ottenere uno sconto di pena in caso di sovraffollamento anche dopo esser stato trasferito in una cella più grande e a norma.


 

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