Docente di Manfredonia vince la sua battaglia in Tribunale: era stata trasferita in Friuli per errore

Prima ordinanza in Puglia a favore di un docente contro l'algoritmo. Per il segretario regionale della UIL Scuola Puglia "Ci sarà un effetto domino che rischia di mandare in tilt il sistema scolastico"

Immagine d'archivio

Era stata trasferita erroneamente in Friuli Venezia Giulia, a causa di errori contenuti nell’algoritmo, ma dopo tre udienze il giudice del Tribunale di Trani le ha dato ragione riportandola in Puglia. Finisce nel migliore di modi il caso di una docente di Manfredonia, grazie a una sentenza che secondo il segretario generale della Uil Scuola Puglia – avrà effetto domino rispetto a circa un migliaio di trasferimenti sbagliati, per i pugliesi, con l’inevitabile conseguenza che il sistema scolastico andrà in tilt, con buona pace dei nostri parlamentari locali che continuano a dare sponda alle inutili azioni di questo Governo”

Per Gianni Verga, infatti,  “si corre il rischio che gli alunni, ad anno scolastico inoltrato, continuino a cambiare i loro docenti. Se proprio non si vuole ripristinare lo stato di diritto, che almeno si pensi a salvaguardare la didattica. Ma sembra che quest’ultimo aspetto all’amministrazione scolastica non interessi molto. Sono migliaia gli insegnanti che sono stati costretti ad accettare sedi lontane, anche oltre 1000 chilometri dalla propria residenza, dovendo rinunciare alla propria famiglia e con un esborso notevole di soldi per poter trovare una nuova casa, nonostante la disponibilità di numerose sedi vicino alla propria residenza, dove incredibilmente sono finiti assegnati colleghi con meno punteggio o addirittura con punti zero”.

A nulla sono valse le richieste del sindacato circa la revisione dei trasferimenti e le circa mille richieste di conciliazione in Puglia e per la Puglia.” Naturalmente, ogni sentenza che i Giudici emetteranno avrà effetto anche sui contro interessati, effetto che può essere scongiurato soltanto con il rifacimento delle operazioni”.

Il segretario della Uil chiosa: “Chiediamo formalmente che le spese di questi giudizi, persi già in partenza, siano addebitate ai responsabili che non hanno ottemperato alle legittime richieste dei ricorrenti, per violazione “del principio inderogabile dello scorrimento della graduatoria, fondato sul punteggio attribuito nella fase dei trasferimenti”. 

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