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Tergicristalli impazzito, così la navetta non arrivò più…

Redazione

Domenica mattina ho portato mio padre al cimitero per rendere omaggio a mia madre volata via sei giorni fa.  Mio Padre ha 86 anni un pacemaker e una difficoltà evidente di deambulazione , per questo si aiuta col bastone e con il nostro appoggio, cose comune per tanti con svariate problematiche. Giunti all'ingresso, non ci viene concesso di poterlo condurre, eccezionalmente, alla Cappella, nelle more di formalizzare un richiesta di autorizzazione all’accesso. Aspettiamo la navetta che è già in ritardo, pazienza. 

Arrivata la navetta, l’autista ci porta in prossimità della Cappella ma poi un guasto evidente al tergicristallo, allora l’Autista ci fa scendere tutti. Percorriamo a piedi i restanti circa 100 mt e arriviamo alla nostra Cappella, la G2.  Facciamo quello che sentiamo e dobbiamo e restiamo in attesa di poter riprendere la navetta per tornare all’ingresso.

Trascorre tempo, “troppo”, per molti anziani e gente sofferente e un clima severo. Oltre un ora e mezzo senza notizie, ma i tentativi di risolvere quello che appare un problema banalissimo non hanno esito. Sappiamo ad un certo punto che la navetta non passerà più, forza del passaparola. Due “tergicristalli impazziti“ fanno si che solo grazie alla gentilezza di una signora, riusciamo a far riaccompagnare all'ingresso mio padre. 

Mi chiedo perché non si attuano controlli preventivi di manutenzione e si svolge compiutamente un ottimo servizio come quello della navetta. Doverosi i controlli in partenza dei mezzi, soprattutto quando le condizioni ambientali sono critiche, a prescindere. Credo però che basterebbe davvero poco (Maria Concetta Carchia).

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