Guerra di mafia in città: morte Sinesi avrebbe stravolto la 'Società Foggiana'

E’ quanto contenuto nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia del secondo semestre, che fotografa il quadro criminale nel capoluogo dauno, sul Gargano e nel Tavoliere

L'agguato al boss Sinesi

La Direzione Investigativa Antimafia, nella relazione del secondo semestre, aggiorna il quadro criminale della provincia di Foggia. Articolato in diverse aree (Foggia, Gargano e Tavoliere), la situazione, complessa ed instabile, si caratterizza per la notevole frammentazione dei gruppi criminali. L’assenza, poi, di un organo decisionale condiviso e di una unitarietà di azione potrebbero essere alla base dei precari equilibri all’interno delle singole organizzazioni.

LA SITUAZIONE SUL GARGANO

CRIMINALITA' A CERIGNOLA E SAN SEVERO

mafia provincia di foggia-4

Giovani leve per la custodia di droga e armi

Ciononostante, i diversi sodalizi risultano spesso convergere in sinergie operative finalizzate al perseguimento di obiettivi criminali comuni. Dinanzi ad un ambiente criminale così eterogeneo, va in primo luogo segnalata la diffusa possibilità, per i clan, di attingere alle giovani leve, reclutate con ruoli marginali ma pur sempre funzionali alle attività illecite, come ad esempio la custodia di droga ed armi. A ciò si aggiunga un contesto ambientale omertoso e violento (determinato anche dalla matrice di familiarità che contraddistingue gran parte dei clan, in particolar modo quelli dell’area del Gargano), con una sempre maggiore commistione tra criminalità comune e organizzata. Anche per il periodo in esame si è registrato un forte interesse dei gruppi dell’area per il mercato degli stupefacenti, come dimostra il consistente numero di piantagioni di cannabis scoperte, in particolar modo nell’area del basso ed alto Tavoliere.

L’agguato che poteva cambiare la ‘Società Foggiana’

A Foggia se l’agguato del 6 settembre 2016 in cui rimase ferito il boss del clan ‘Sinesi-Francavilla’ - che segna la fine dello stallo registrato nel corso dell’ennesima guerra di mafia consumatasi nel capoluogo tra settembre 2015 e gennaio 2016 - avesse avuto un epilogo infausto, avrebbe stravolto stravolto gli attuali assetti e gerarchie dell’intera società foggiana.

Fatti di questo tipo, assieme alla detenzione carceraria di molti sodali, ai continui interventi preventivi e repressivi da parte della Magistratura e delle Forze di polizia, alle sovrapposizioni dei clan nella gestione degli affari illeciti sul territorio (dovute all’assenza di un organo condiviso tra le tre consorterie mafiose foggiane già federate nella società), concorrono a mantenere questo stato di accesa conflittualità, che porta a frequenti riassetti di potere e alla nascita di alleanze trasversali particolarmente pericolose. Altri gravi episodi di sangue, sicuramente ascrivibili all’accennato scenario, sono il duplice agguato avvenuto il pomeriggio del 29 ottobre 2016, nel corso del quale è rimasto ucciso un giovane pregiudicato e ferito un altro, entrambi legati al boss Lanza, esponente di vertice del clan Moretti-Pellegrino-Lanza. A questi si aggiungono il ferimento, avvenuto il successivo 28 dicembre, di un altro pregiudicato, collegato al gruppo Sinesi-Francavilla.  Un’importante risposta a questa escalation di violenza è stata data il successivo 31 dicembre, con l’esecuzione del fermo di indiziato di delitto nei confronti di un noto pregiudicato di San Marco in Lamis, legato al clan Sinesi-Francavilla.  in quanto ritenuto uno degli esecutori materiali dell’agguato mafioso del 29 ottobre, cui è stato prima fatto cenno (a luglio di quest’anno verranno arrestati mandanti, fiancheggiatori ed esecutori).

L’operazione ‘Reckon’ contro i Moretti-Pellegrino-Lanza

Sul piano generale, la criminalità foggiana, oltre a prediligere il racket delle estorsioni con particolare attenzione al settore edile, continua ad essere attiva nelle rapine e nel settore degli stupefacenti, contesto in cui interagisce anche con altre realtà criminali della provincia (sanseverese, garganica e cerignolana). È quanto, da ultimo, si è rilevato nell’ambito dell’operazione “Reckon”, conclusa dall’Arma dei Carabinieri i primi giorni di ottobre, che ha permesso di smantellare un sodalizio composto da appartenenti al clan Moretti-Pellegrino-Lanza, dedito al traffico di sostanze stupefacenti e attivo anche fuori provincia, nelle aree del basso ed alto Tavoliere. Lo scenario criminale del capoluogo continua ad essere segnato dalla faida tra le due consorterie.

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