Tafferugli all'Arena di San Severo, tra migranti e Protezione Civile

Alla base dell'episodio una lite per futili motivi, cui avrebbe fatto seguito l'aggressione ai danni degli operatori della Protezione Civile. Intanto domani vertice in Prefettura

Immagine di repertorio

Una lite per futili motivi - fomentata, a quanto trapela, da poche unità di ospiti più esagitati - è terminata con l'aggressione, pare, ai danni della Protezione civile e la fuga degli operatori da L'Arena, la struttura che ospita parte dei migranti sgomberati dall'ex Gran Ghetto di San Severo. I tafferugli risalgono a ieri sera ed avrebbero reso necessario l'intervento di polizia e carabineiri.

Tuttora la struttura sarebbe sorvegliata dalle forze dell'ordine, nelle more che la Protezione civile riprenda la direzione dello stabile, detenuto temporaneamente dal marzo scorso su mandato regionale. Domani un vertice in Prefettura a cui parteciperà anche il Comune di San Severo servirà, evidentemente, a chiarire anche questo episodio. E a chiedere lumi alla Regione Puglia, con la quale Palazzo Celestini ancora non sottoscrive la famosa convenzione per il passaggio di consegne.

"Abbiamo chiesto rassicurazioni alla Regione in merito ad una serie di aspetti, ivi inclusa la natura di quel centro di accoglienza, lo status dei dimoranti ed un'altra serie di elementi. Ad oggi, il mancato riscontro non ha consentito una previsione della sostenibilità economica da parte dell'Ente e dunque ha determinato la mancata sottoscrizione della predetta convenzione" fa sapere a Foggiatoday l'assessore comunale alle Politiche sociali Simona Venditti, che sulla vacatio logistica venutasi a creare ha scritto al presidente Emiliano.

Di fatto ad oggi il possesso della struttura e la relativa gestione è in capo alla Regione che, da quando ha perso prematuramente il dirigente regista di tutte le operazioni pro migranti, Stefano Fumarulo, lavora a mezzo regime e con più lentezza su questo fronte. Versante che necessita, invece, di ritrovare il pugno di ferro e la celerità passata. È fisiologico, probabilmente, in una struttura che deve fare i conti con un surplus di ospiti (circa 120), tutti di diversa provenienza e cultura, lo scontro. Che, tuttavia, resta privo di qualsivoglia giustificazione.

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I facinorosi - che avrebbero tirato fuori anche un coltello - sarebbero stati allontanati da L'Arena. Resta da capire se la Protezione civile poteva lasciare lo stabile incustodito. Il clima è di fibrillazione ed impone delle risposte. Molto più controllata, invece, la situazione di casa Sankara (o azienda Fortore), gestita dall'associazione Ghetto out, che di ex migranti del Ghetto ne ospita circa 200.

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