Manifestanti sfilano contro Salvini: "Odio senza confini". Ragazza ferita negli scontri

Oltre cento ragazzi del centro sociale Scurìa hanno manifestato in viale XXIV maggio per contestare il leader del carroccio. Corteo pacifico fino a quando un lancio di uova e pomodori non ha scatenato la carica delle forze dell'ordine

La foto di Roberto D'Agostino

Erano più di cento, ma determinati far sentire il proprio messaggio. Unico il destinatario, quel Matteo Salvini il cui antimeridionalismo di cui per anni si è fatto portavoce, non è mai stato dimenticato. Lo avevano già annunciato sulla propria pagina Facebook: “Siamo nati terrazzani, non moriremo leghisti”. I ragazzi del Csoa Scurìa si sono riuniti questa mattina presso il pronao della Villa Comunale, partendo dalla sede di Via Zara. Da lì poi il corteo si è diretto verso l’hotel Cicolella dove il leader della Lega ha tenuto il suo comizio.

Un lungo striscione “Salvini: odio senza confini” (peraltro cantato in coro) a far da battistrada al gruppo di manifestanti, che ha interrotto il proprio percorso a circa cinquanta metri dall’hotel, sistemandosi a pochi metri dalla barriera di uomini delle forze dell’ordine disposti a presidio della zona.
Una manifestazione pacifica, dove a farla da padrona sono stati i cori contro Salvini. “Da Lega m…” a “Salvini odio senza confini”, passando per “Siamo tutti clandestini, vogliamo un mondo senza confini”.

Poi la sferzata contro uno dei cavalli di battaglia del leghista, ovvero la lotta agli immigrati: “Se ci sono tanti disoccupati, è colpa dei padroni e non degli immigrati”. Dopo circa due ore di relativa calma, il lancio di uova e pomodori, non indirizzato alle forze dell’ordine ma ai sostenitori di Salvini, ha dato l’abbrivio alla carica delle forze dell’ordine. Una ragazza è rimasta lievemente ferita, episodio che ha suscitato rabbia tra i manifestanti, i quali hanno contestato l’azione delle forze dell’ordine. La manifestazione è durata fino alle 14 circa, fortunatamente senza registrare altri momenti di tensione.

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Tra i contestatori, presenti anche i membri dell’associazione “Daunia Due Sicilie”, assiepatisi all’ingresso dell’Hotel con le bandiere del Regno delle Due Sicilie. “Fino all’altro ieri Salvini ci chiamava terroni e colerosi, e ora viene a mendicare voti al Sud”, ha affermato Corrado De Paola, membro dell’associazione. “Il nostro obiettivo è cercare di risvegliare le coscienze del popolo del sud, che ha dimenticato la storia preunitaria, e lo svolgimento dell’unificazione, particolarmente sanguinosa per il popolo meridionale. Ora ci si affida a Salvini per risolvere problemi creati da politici del nord (definiti tosco-padani, ndr)”. Sul fenomeno Salvini: “E’ semplice da inquadrare. Prima con la Lega Nord ce l’aveva con gli immigrati riscuotendo un certo successo tra i settentrionali. Ora per estendere il proprio consenso al sud, ha cambiato semplicemente il nome al proprio partito, ma la sostanza non cambia, di fondo rimane un razzista contro i ‘terroni’ e gli immigrati”. 

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