Scontri nella nuova sede Casapound, Digos: "C'è una regia dietro"

Gli scontri di sabato sera, secondo la Digos che indaga sulla vicenda, sarebbero stati organizzati in ogni minimo dettaglio. Secondo le forze speciali di polizia, inoltre, è possibile che la "guerra" tra le due opposte fazioni non finisca qui

La sede dove sono avvenuti gli scontri

Ci sarebbe stata una vera e propria “regia occulta” dietro l’aggressione subita dai ragazzi di Casa Pound, il centro culturale di estrema destra “attaccato” sabato sera da una cinquantina di attivisti di estrema sinistra del laboratorio politico di matrice antifascista “Jacob”. E’ quanto emerge dalle indagini della Digos che ha tratto in arresto cinque persone con l’accusa, a vario titolo, di  rissa in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di oggetti atti ad offendere. I cinque hanno ottenuto i domiciliari. Costituiscono l’avamposto del gruppo, quello che ha avuto i primi contatti con la Polizia ed il gruppo di estrema destra.

Secondo quanto spiegato oggi in conferenza stampa dal dirigente della Digos Antonio D’Introno, intervenuto sabato sera in via Pestalozzi, “tutto era stato preorganizzato”. Premeditato. Una spedizione preparata nei minimi dettagli, con tanto di sopralluoghi e di segnale concordato di “via libera”. Poco prima delle 20.00, infatti, un 25enne  -poi denunciato dalla Polizia- avrebbe effettuato con la sua automobile alcuni perlustrazioni, mandato in avanscoperta per sondare il terreno. Quindi, mentre era in corso l’inaugurazione del circolo politico culturale,  qualcuno ha fatto esplodere un petardo in Piazza Medaglie d’Oro: il segnale per l’azione. Dopo qualche minuto, infatti, dalle vie adiacenti sono sbucati una cinquantina di giovani appartenenti all’estrema sinistra. Indossavano felpe con cappucci e scaldacolli per coprirsi il volto, armati di spranghe in legno, mazze di ferro, bottiglie di vetro ed altri oggetti contundenti.

All’interno del circolo c’erano una ventina dei ragazzi, tre dei quali hanno riportato lievi ferite giudicate guaribili in otto e due giorni. Il tempestivo intervento della Polizia, infatti, è riuscito a limitare gli effetti dello scontro tra le due “fazioni”, evitando che il tutto sfociasse in una vera e propria guerra campale. Secondo le forze dell’ordine, l’obiettivo non era devastare la sede di Casa Pound   ma “venire a contatto” con i ragazzi di estrema destra.  

"Siamo preoccupati di eventuali risposte da parte del gruppo politico opposto” ha affermato D’Introno in conferenza stampa. “Un’apprensione che rientra nelle dinamiche della fenomenologia di questo tipo di scontri, anche perché fino a sabato ci siamo sempre trovati di fronte a tiepidi dissapori, di tipo esclusivamente verbale".

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