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Un momento della veglia

Un momento della veglia

"Chi sa parli". Preghiere e candele per Michele, scomparso nel nulla da 12 giorni: "Presunto amico non dice la verità"

L'avvocato Giuseppe Falcone: “Al presunto amico che era con lui la sera della scomparsa chiedo di dire la verità. La sua versione dei fatti è inverosimile". Proseguono le ricerche tra Cagnano Varano e San Nicandro Garganico

Una veglia collettiva e 400 candele accese sotto l’abitazione della famiglia di Michele Mastromatteo, il 46enne di Peschici scomparso nel nulla ormai da 12 giorni. La comunità di Peschici si è voluta stringere, eri sera, attorno ai genitori dell’uomo, Donata e Tommaso, attanagliati in un sentimento altalenante tra speranza e angoscia.

I familiari vogliono la verità e, attraverso i legali Giuseppe Falcone e Fiorella Trocano lanciano l’appello a collaborare per chiunque sappia qualcosa: Al presunto amico che era con lui la sera della scomparsa chiedo di dire la verità”, spiega a FoggiaToday l’avvocato Giuseppe Falcone. “La versione fornita agli inquirenti è del tutto inverosimile”, è convinto il legale. “Non dice la verità. E la storia di Termoli è una barzelletta”.

L’uomo, infatti, avrebbe riferito ai carabinieri di aver perso di vista il 46enne lungo la strada per Termoli, città che i due stavano raggiungendo per una serata fuori porta. Michele sarebbe sceso dall’auto lungo la strada a scorrimento veloce per il Gargano per un bisogno impellente, volatilizzandosi sul nulla. Una versione dei fatti che non convince i legali della famiglia, che ribattono: “Per ora l’unica certezza è data dal fatto che Michele, la sera del 25 settembre, è uscito di casa per cenare fuori. Rimane ancora da accertare dove si sia recato e se abbia realmente lasciato Peschici quella sera. Diverse sono le ipotesi, ma certezze non esistono”.

Le ricerche, intanto, proseguono a ritmo serrato concentrandosi in particolar modo nei territori tra Cagnano Varano e San Nicandro Garganico. Al momento della scomparsa, Michele - dipendente di un ingrosso di bevande e molto conosciuto in paese - indossava una maglietta bianca con un polo blu sulle spalle, jeans e scarpe da tennis bianche. La sera della scomparsa aveva lasciato il telefono cellulare a casa, in carica, ma aveva con sé i documenti.

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