Cronaca

Incidente ferroviario nel giorno della scomparsa di Marco, l'atroce dubbio della famiglia: "Fate al più presto l'esame del Dna"

La sorella Miriam e i familiari chiedono a tutti di aiutarli a sensibilizzare chi sta lavorando al caso affinché vengano concessi in fretta i permessi. Appello anche per indagare sul misterioso furto del telefono e presunti episodi di bullismo

Marco Ferrazzano

"Per sapere la verità bisogna che le autorità facciano al più presto l'esame del Dna sul corpo investito da un treno sulla linea Foggia-Bari il giorno 22 gennaio. Bisogna capire se quel corpo è il nostro amato Marco oppure qualcun altro, a cui pure bisogna dare un nome e avvisare i cari".

A una settimana esatta dalla scomparsa di Marco Ferrazzano, la sorella Miriam e la sua famiglia lanciano l'ennesimo disperato appello, questa volta agli inquirenti, affinché facciano luce sulla tragedia ferroviaria avvenuta nello stesso giorno tra Rignano Garganico e Foggia, per rispondere all'angosciante dubbio che affligge i suoi cari.

"I resti recuperati sui binari non sono assolutamente riconoscibili - fanno sapere Miriam Ferrazzano e i familiari - Frammenti di vestiti, piccole parti di corpo e sangue. Non è rimasto nulla che ci possa dire se quei resti appartengono a Marco. Non sono trovate le scarpe che potrebbero essere sicuramente un elemento riconoscibile. Soltanto l’esame del Dna sui resti potrà dare una conferma o una smentita. È stato comunicato alla famiglia che per questo esame è necessario almeno un mese di tempo. La richiesta dell’esame del Dna è stata fatta dalla famiglia e inoltrata alla procura di Foggia lunedì 25 gennaio e siamo in attesa, da una settimana, di una firma del procuratore che possa permettere il proseguimento della procedura. Chiediamo a tutti voi - è l'appello - di aiutarci a sensibilizzare chi sta lavorando al caso perché i permessi vengano concessi in fretta e le ricerche siano portate a compimento".

In più, c'è il misterioso furto del telefono di Marco. I parenti chiedono a gran voce che le forze dell'ordine lo ritrovino, entrino nel suo account WhatsApp e Facebook, e scoprano cosa è successo nelle ore prima della sua scomparsa: "Chi ha rubato il telefonino è in qualche modo legato alla scomparsa di Marco? Può trattarsi di una coincidenza, ovviamente, ma sarebbe meglio scoprirlo".

Marco  è scomparso da casa il 22 gennaio alle 15: ha detto di voler incontrare un amico ma quell'incontro non è mai avvenuto.

I familiari hanno deciso di rendere noti anche i particolari più delicati, relativi alla sua condizione di salute. "Marco è nato a Foggia l'1 febbraio 1992 ma ha sempre vissuto a Verona con il padre e la sorella, tre anni fa ha deciso di trasferirsi a Foggia per andare a vivere con la madre. Marco è una persona fragile, con problemi psichiatrici. I problemi sono stati riconosciuti dallo Stato italiano. Ha una lieve schizofrenia e un leggerissimo ritardo cognitivo, che solo chi lo conosce bene può notare. È in cura da anni per questi problemi, è stato seguito prima a Verona e poi dalla Asl di Foggia. La famiglia ha sempre provveduto in tutto e per tutto, bussando a tante porte e chiedendo aiuto perché non sempre le patologie di Marco erano gestibili dalla famiglia".

Ma non è tutto, perché scavando nelle sua vita sono emersi degli episodi inquietanti. "Pare che fosse bullizzato, spesso tornava a casa con lividi e diceva di essere caduto, gli veniva rubato un telefono al mese. Giovedì 21 gennaio Marco subisce l’ennesimo furto del telefono a Foggia e da quel momento le cose cambiano: si mostra estremamente preoccupato per il cellulare, fa denuncia alla polizia, il giorno dopo scompare. Si pensa che dentro al telefono ci fosse qualcosa che Marco voleva nascondere, qualche video o chat che mostrava qualcosa che Marco voleva tenere nascosto, forse qualche minaccia, forse video con cui veniva ricattato. Marco, prima di sparire, ha bloccato tutti i familiari e parenti sui social e cambiato tutte le password delle mail, come se non volesse che i suoi familiari sapessero quello che gli stava succedendo".

Si allontana da casa venerdì 22 gennaio, "estremamente agitato", e scompare nel nulla.

I familiari segnalano, peraltro, di aver appreso che le telecamere della stazione di Foggia non sarebbero funzionanti. "Questo fatto, a nostro avviso, è estremamente grave, oltre che per Marco anche per tutti i cittadini foggiani che fanno affidamento su questi dispositivi di sicurezza".

Vogliono la verità e chiedono l'aiuto di tutti. "Stiamo cercando questo ragazzo ovunque senza sapere se è vivo o morto". 

Al momento della scomparsa, Marco indossava un giubbotto scuro col cappuccio, un maglione blu scuro, jeans chiari strappati all'altezza delle ginocchia e sneakers nere. Potrebbe essere in stato confusionale. 

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