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Infiltrazioni nelle aule, topi nei corridoi e siringhe nel cortile. Gli studenti del Perugini scioperano: "Vogliamo più igiene e sicurezza"

Gli studenti dell'istituto hanno manifestato per denunciare il grave stato di disagio in cui versa la struttura.

 

“Preside pensaci di più o la scuola cade giù”, il messaggio che campeggia su uno striscione affisso ai cancelli dell’istituto “Perugini” di Foggia, i cui studenti nella giornata di oggi hanno scioperato per denunciare le gravi condizioni di degrado in cui versa la struttura.

Problemi seri che vengono denunciati da tempo: dalle infiltrazioni che si aggravano a ogni temporale, costringendo studenti e docenti ad armarsi di secchi disseminati nei corridoi e all’interno delle aule: “Al cambio dell’ora si crea la calca e ogni volta si rischia di cadere”, denuncia una rappresentante di istituto, che evidenzia anche la presenza di muffa sui muri, causa di problemi di salute per molti studenti.

Ma i disagi non finiscono qui: “Il laboratorio di design del gioiello è da mesi senza luce”. E, dulcis in fundo, si segnala la presenza di topi in palestra, probabilmente provenienti dall’altra palestra adiacente, che tempo fa andò a fuoco, e piuttosto che essere abbattuta fu murata parzialmente: “Ora quella palestra è una discarica. Nel cortile abbiamo trovato di tutto, siringhe, profilattici usati, lamette, test di gravidanza”.

Lo sciopero di oggi segue le diverse segnalazioni: “Durante l’ultima assemblea d’istituto abbiamo redatto un verbale contenente tutte le problematiche evidenziate, che abbiamo consegnato al preside”. Ma intanto i risultati tardano ad arrivare: “Abbiamo già manifestato a Palazzo Dogana per segnalare lo stato di degrado in cui versano molti istituti scolastici di livello superiore – ha evidenziato Michele Cera del Movimento degli Studenti – e chiedere che gli enti proprietari si occupino della loro manutenzione. La risposta non può essere lavarsi le mani o elencare gli interventi già effettuati. Vogliamo risposte concrete, parliamo di situazioni di vero pericolo. Si parla tanto di sicurezza in questo Paese e in questa città, ma a quanto pare non c’è un grande interesse”.

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