Studenti in piazza: “Più banchi, meno banche”. Sit-in in via Galanti

A fine corteo pranzo sociale davanti alla casa dello studente in costruzione da 6 anni e non ancora pronta. In 1000 urlano: "Loro la crisi, noi il futuro". Neanche il Governo Monti soddisfa gli studenti foggiani

Una foto del corteo

Nessuno scontro o tafferugli, come accaduto a Roma e Milano. A Foggia gli studenti hanno manifestato pacificamente tra le vie della città. Colorati e rumorosi. Ma non per questo meno determinati. Ed indignati. Protestano contro i tagli all’istruzione e le politiche economiche europee. La crisi, loro, non vogliono pagarla. “Non siamo stati noi a crearla – tuonano - non ci appartiene”. E chi ne sa di più, si fa spazio tra la folla e comincia ad inveire contro i grandi organismi internazionali ed i potentati dell’Alta Finanza, “loro – dice - i veri responsabili, che con il ricatto dello spread hanno di fatto commissariato gli Stati“.

Ma sono solo l’1% e noi il 99% - continua - devono ascoltarci!“. Lo urlano dai megafoni, lo scrivono sugli striscioni. Sono un migliaio, scortati da una ventina tra carabinieri, polizia e Digos. Avanzano a suon di musica, snodandosi tra le vie principali del capoluogo e soffermandosi nei pressi dei palazzi di enti ed istituzioni. Li precede la Polizia Municipale, costretta a deviare il traffico per far loro posto. Alzano la voce. E’ il 19 novembre, giornata internazionale della mobilitazione studentesca. Ed anche a Foggia la Rete della Conoscenza (Link Collettivo e Unione degli Studenti) porta in piazza ragazzi dai 15 ai 30 anni. “Praticamente siamo il futuro, quello stesso futuro che stanno mortificando” tuona Mattia Caravella, studente – pendolare - del Liceo Lanza. Viene da Orta Nova. Responsabile organizzativo dell’Uds, è sempre presente. Ad ogni protesta.

Negli ultimi tempi ha avuto un gran da fare, le mobilitazioni si susseguono a ritmo serrato. E continueranno. Neanche il nuovo governo Monti li soddisfa. Non si fidano. Formazione e Ricerca restano settori mortificati. “Del diritto allo studio stanno facendo carne da macello“ denunciano. Hanno promosso una serie di assemblee e di incontri quest’anno, per accrescere negli studenti la consapevolezza del periodo “nero” a cui si va incontro. Da un lato il Link Collettivo Foggia dell’ateneo dauno, che ha girato mense e facoltà per informare del rischio, concreto, che le tasse universitarie tornino ad aumentare. Dall’altro i ragazzi dell’Unione degli Studenti, in rappresentanza delle scuole di secondo grado, che chiedono scuole dignitose, vivibili e funzionali. “Più banchi. Meno banche” è scritto su un cartello.

Hanno stilato il "Manifesto dell'Edilizia Scolastica", un documento che passa in rassegna tutti i disservizi o le carenze degli istituti, dalle palestre agli auditorium, dai bagni ai laboratori, ai luoghi in cui svolgere assemblee. Sono partiti alle 8.30 questa mattina: due cortei separati che si sono congiunti in piazza Cavour.

Da lì il corteo ha mosso per il centro, concludendosi dinanzi a quello che definiscono il simbolo delle pessime politiche in materia di Diritto allo Studio: la Casa dello Studente di via Galanti, in costruzione ormai da 6 anni e non ancora pronta. Una vertenza con la ditta appaltatrice dei lavori, finita nelle aule di Tribunale, ha rallentato notevolmente i tempi di consegna. Ma l’Adisu oggi assicura: “Mancano solo gli arredi, a gennaio saremo in grado di aprirne le porte”.

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Accoglierà ben 99 studenti, coloro che non possono permettersi un affitto per studiare a Foggia. Gli studenti attendono. Davanti a quella struttura ancora chiusa hanno apparecchiato un “pranzo sociale”. Mangiano, bevono, scherzano. E, svestiti gli abiti della protesta, tornano i ragazzi che in fondo sono. Ma alle spalle campeggia un enorme striscione rosso: “Loro la crisi, noi il futuro” c’è scritto. A Roma il nuovo premier sta chiedendo la fiducia al Parlamento. Sasi incrocia le dita: “Speriamo che ci ascolti”.
 

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