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I lavoratori sui tetti del Don Uva

I lavoratori sui tetti del Don Uva

Lavoratori salgono sui tetti del Don Uva: “Ci avete tolto la serenità” | Foto

Traffico bloccato per due ore in via Lucera. 550 dipendenti temono per il loro futuro. A Mongelli hanno spiegato i motivi della protesta

Dopo aver occupato strade e bloccato il traffico cittadino per oltre due ore, i più agguerriti sono saliti sul tetto e non intendono scendere fino a quando qualcuno non ascolterà il loro appello disperato. Attendono il sindaco Mongelli, impegnato a Bari in mattinata. Sono stati abbarbicati lì fino a quando il primo cittadino non ha fatto ritorno a Foggia e parlato con loro. Le motivazioni del loro gesto le avevano già spiegate all’assessore alla sicurezza, Franco Arcuri, giunto lì in tutta fretta.

Sono i lavoratori dell’Opera Don Uva. A Foggia circa 550 dipendenti, senza considerare cooperative ed indotto. La disperazione ha raggiunto livelli di guardia. La casa della Divina Provvidenza è sull’orlo del baratro finanziario, subissata da una debitoria di oltre 300milioni di euro. Di recente la magistratura ha indagato quattro persone per truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Tra questi lo stesso direttore generale dell’Opera Don Uva, Dario Rizzi.

La vertenza fa avanti da oltre un anno, finita anche sul tavolo del Ministero del Lavoro al quale fu presentato un piano di rientro dal debito di cui, lamentano i sindacati, non c’è più traccia. Il 7 novembre il Tribunale ha accolto la richiesta di concordato preventivo avanzata dall’Opera Don Uva. Nel giro di 60 giorni il Tribunale dovrà esprimersi sulla sua fattibilità dopo aver valutato la documentazione e le intenzioni dell’Ente su come uscire dalla debitoria.

LETTERA DEI FAMILIARI DEI PAZIENTI

I lavoratori temono licenziamenti in massa oltre a chiedere gli stipendi arretrati, che languono da settembre. Nei prossimi giorni verrà loro erogata una parte della mensilità di novembre, l’unica possibile dal momento che tutto il pregresso è finito nelle maglie del concordato e dunque dovrà essere il giudice a stabilire se, come e quando. Nel frattempo sta maturando dicembre, con annesse indennità e tredicesime.

Ma è il silenzio delle istituzioni e della politica che ai lavoratori fa male. In 200 stamattina a manifestare, bloccando il traffico e minacciando gesti estremi. Sul posto Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale. Si muovono le istituzioni.

Lunedì 10 tornerà a riunirsi la task force regionale mentre il 13 ci sarà un tavolo in Prefettura. Arcuri promette anche la convocazione, ah horas, di un consiglio comunale straordinario allargato ai parlamentari puglesi.

Nel frattempo a solidarizzare con i lavoratori arrivano anche i familiari dei pazienti disabili curati nella struttura che, riuniti in un comitato spontaneo, lanciano un appello al Papa, al vescovo Monsignor Francesco Pio Tamburrino, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al prefetto Latella e la governatore Nichi Vendola: “Nessuna crisi ha il diritto di cancellare la speranza di vedere guarire i nostri cari e le cure che queste persone quotidianamente offrono ai nostri congiunti. Vi preghiamo: salvate il Don Uva”.

 

 

 

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