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"Sciopero, sciopero". Braccianti foggiani in rivolta direzione Palazzo Chigi: "Venite a raccogliere voi gli asparagi e i pomodori"

Verranno consegnati gli stivali e gli strumenti da campo: “I politici del Palazzo, che non ci hanno mai dato risposta, vadano loro a raccogliere la frutta e la verdura che serve al paese perché noi ci fermeremo!” lo sfogo del sindacalista

Monta la protesta dei braccianti stagionali in provincia di Foggia. Capitanata da Aboubakar Soumahoro, gli iscritti al sindacato della Lega Braccianti annunciano lo sciopero dei campi per il 18 maggio direzione Palazzo Chigi al grido di ‘Sciopero, sciopero, sciopero’:

"Porteremo la nostra indignazione, la nostra rabbia, la nostra miseria per dire al Governo venite voi a raccogliere gli asparagi, i pomodori e gli agrumi. Adesso basta con gli agguati da vigliacchi, è finita l’era della schiavitù. Nessuno andrà a lavorare nei campi, unitevi a stare dalla parte dei diritti, della dignità, contro schiavisti e sfruttatori”

Verranno consegnati gli stivali e gli strumenti da campo: “I politici del Palazzo, che non ci hanno mai dato risposta, vadano loro a raccogliere la frutta e la verdura che serve al paese perché noi ci fermeremo!” lo sfogo del sindacalista.

Per i migranti in Capitanata è un momento drammatico. Ieri per l’ennesima volta si è verificato un pericoloso incendio, che solo per miracolo non ha provocato vittime e conseguenze più gravi, lungo la pista di Borgo Mezzanone: “Succede ogni anno, ma non fanno niente. Siamo stanchi”.

Continua invece a tenere banco il caso dei tre migranti feriti a colpi d’arma da fuoco in località Borgo La Rocca intorno alle tre di notte, tra domenica e lunedì, Ad avere la peggio Sinayogo Boubakar, il 30enne del Mali trasportato presso il policlinico Riuniti di Foggia in condizioni serie.

Boubakar – che lavora in un’azienda agricola di Apricena - e i due migranti coinvolti nell'agguato, non farebbero parte del gruppo che il giorno prima aveva scoperto quattro soggetti intenti a rubare il gasolio che alimenta l’impianto di illuminazione del Gran Ghetto. I residenti dell’insediamento erano riusciti a fermare e a far arrestare dalla polizia un 39enne.

Il giorno successivo, dal fuoristrada che ha affiancato l’auto con a bordo i destinatari dell’agguato, sono partiti alcuni colpi di fucili. Cinque o sei le cartucce recuperate dai carabinieri che indagano sull’accaduto.

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