Amica, lavoratori in sciopero: “Tasse ai foggiani, profitti ai privati?”

I servizi sono tutti fermi e lavora solo l'impianto di biostabilizzazione. Michele Corsino: "Ci siamo tutti, siamo in 300 e quasi il 100%". Sindacati e dirigenti-lavoratori di Amica sono stati ricevuti in Prefettura

Lavoratori in sciopero

Fino ad oggi il dissenso nei confronti delle scelte dell’amministrazione comunale si era limitato al blocco – saltuario - del servizio. E a sit in di protesta davanti al Comune, in corso Garibaldi, per provare a strappare al sindaco, Gianni Mongelli, una promessa chiara sul futuro di Amica, l’azienda comunale di igiene urbana.

Oggi, invece, quei lavoratori, accompagnati dai colleghi di Dauniambiente (la società satellite, che avrebbe dovuto occuparsi di differenziata, fallita da più di un anno) hanno scelto la piazza, Vogliono farsi sentire, vogliono provare a spiegare ai loro concittadini perché quel servizio di raccolta e smaltimento rifiuti da un pò di tempo non va. E’ in emergenza cronica.

Non ci stanno più ad essere additati come responsabili dello sfascio di un’azienda ieri gioiello di famiglia, oggi piegata sotto il peso dei debiti (oltre 50milioni di euro ma le cifre, ancora oggi, non sono chiare) ed in pieno fallimento. “Ci siamo tutti” fa sapere soddisfatto Michele Corsino, Cgil, che snocciola le cifre dell’adesione: “siamo in 300, quasi il 100%”. I servizi, tutti fermi. Lavora solo l’impianto di biostabilizzazione.

Accanto alla Cgil sventolano le bandiere di Cisl, Uil, Fiadel ed Ugl. I sindacati sono concordi: il futuro di Amica ha bisogno di chiarezza. E lo chiedono, scherzo della sorte, proprio nel giorno in cui si attende la sentenza del Tribunale, sezione fallimentare, su Amica, sulla possibilità che le venga concessa o meno l’amministrazione straordinaria. E’ questa, quella della gestione controllata da Tribunale e Ministero, la strada intrapresa dall’amministrazione per provare a risanare le esangui casse di Amica. Ma i lavoratori hanno paura, temono che il piano altro non sia che il preludio ad una svendita ai privati dell’azienda di nettezza urbana.

Lo slogan “Tasse ai foggiani, profitti ai privati?” è eloquente in tal senso. Sono convinti che l’azienda possa risanarsi dal suo interno, che abbia tutte le forze per farlo. A partire dall’impianto di biostabilizzazione. E’ la gestione che va cambiata.

Hanno fatto carne di macello di questa azienda” tuona Nicola, operatore ecologico. “Sono 20 anni che lavoro per questa azienda” racconta Antonio, che ogni mattina, all’alba, scende in strada con bidoncino e ramazza. “Scendiamo in strada senza tute, senza scarpe, senza guanti, senza nulla. Ci manca tutto. Ma non ci lamentiamo, non ci siamo mai lamentati. Hanno fatto di Amica ciò che hanno voluto. Ed oggi cosa ci si chiede? Di pagare il prezzo della mala gestione? Di andare a casa? No, non ci stiamo, a casa ci vanno coloro che hanno provocato il fallimento di Amica. In qualunque azienda che si rispetti questa gente avrebbe già pagato”.

E provoca non poco stupore intravedere tra le gente anche i dirigenti di Corso del Mezzogiorno, spesso destinatari delle critiche più feroci da parte dei lavoratori, e oggi in piazza, accanto a loro. Sono stati ricevuti in Prefettura, non solo i sindacati. Accanto a loro, ha voluto marcar presenza anche una delegazione di lavoratori, per ascoltare con le proprie orecchie. Il primo tu a tu con il nuovo prefetto Francesco Monteleone, che avrà di che lavorare sulla matassa Amica.

A riceverli il viceprefetto Daniela Aponte che si è impegnata a trasmettere al neoprefetto di Foggia, Francesco Monteleone, la richiesta di un tavolo istituzionale con tutti i soggetti coinvolti nella vertenza Amica e al quale "deve partecipare anche la Prefettura" chiedono i sindacati. Le sigle si preparano, nel frattempo, ad altre due giornate di sciopero.

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Intanto trapela la sospensione di Amica da parte del Ministero dall'albo dei gestori per "assenza di requisiti" (su quali siano questi requisiti mancanti le bocche restano cucitissime). Una sospensione alla quale l'azienda di Corso del Mezzogiorno si sarebbe opposta in sede legale. Ed oggi il Tar avrebbe accettato il ricorso di Amica, rinviando a maggio la decisione nel merito.

 

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