Cronaca

Sciame sismico in Adriatico: 65 scosse in 18 ore, "ma non c'è alcun rischio Tsunami"

Lo conferma, al Corriere della Sera, Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di scienze della terra e geoambientali dell’Università di Bari, per il quale il territorio più a rischio della Puglia è quello dell’Appennino Dauno, nel Foggiano

Foto da google earth

Non si arresta lo sciame sismico che, dal primo pomeriggio di ieri, sta interessando il mare Adriatico con una serie di scosse avvertite tanto in Italia quanto in Croazia. Alle 8 di questa mattina, si contavano già 65 scosse, tutte in acque internazionali, con magnitudo variabile da 2.0 a 4.1.

VIDEO - La 'frattura' nel mare e il muro di onde alte tre metri: il terremoto visto dall'alto

La più forte è stata quella registrata dai sismogradi alle 14.47 di ieri (magnitudo stima di 5.6, poi ridimensionata a 5.2), Nonostante lo sciame sismico in atto, non dovrebbe sussistere un rischio tsunami (l'ultimo, in ordine di tempo, registrato in Adriatico risale al 1970). Lo conferma, al Corriere della Sera, Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di scienze della terra e geoambientali dell’Università di Bari, che spiega: "Solitamente, a partire da un terremoto di intensità 6 o 6,5 si parla in genere di rischio Tsunami: ma ci siamo sentiti con il Cat (Centro allerta tsunami) dell’Istituto nazionale di geofisica e non ci sarebbe un rischio del genere". 

Il movimento tellurico generato è di tipo compressivo: "Le catene montuose delle Alpi Dinariche, spingendo, convergono verso l’Adriatico e verso la catena appenninica", spiega Mastronuzzi, per il quale il territorio più a rischio della Puglia e da tenere maggiormente sotto controllo è quello dell’Appennino Dauno, nel Foggiano, dove è stato avviato uno studio di Microzonizzazione lungo l’Appennino. "In pratica, in questo progetto portato avanti dalla Regione, il Cnr e il nostro Dipartimento, studiamo l’effetto del terremoto su scala microsismica - spiega al Corriere -, che ci consente di andare più nel dettaglio: nei prossimi mesi avremo una mappatura della micronizzazione sismica dell’Appennino pugliese. Ci lavoriamo da otto mesi e sono bene 94 i paesi coinvolti nello studio".

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