Scarichi abusivi nel canale “Cinque metri”, sigilli ad aree di piazzali aziendali

La vicenda era stata persino oggetto di una interrogazione parlamentare. Illecita attività di smaltimento e scarico nel corpo idrico superficiale di reflui

Area coltivata a carciofi

Operazione cinque metri a Trinitapoli. I carabinieri del comando provinciale di Foggia e del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, coadiuvati dal personale del Corpo Forestale dello Stato, su disposizione Procura della Repubblica del capoluogo dauno, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di alcune aree di piazzali aziendali di alcune società vinicole e di un impianto di produzione contenitori ed attrezzature plastiche, per un valore complessivo di circa un milione di euro.

L’operazione messa a segno dai militari è cominciata quando alcuni cittadini hanno segnalato lo scorrimento di acque di colore rosso nel canale, tanto da far emettere un provvedimento di divieto di balneazione nelle aree vicine alla bellissima foce “Carmosina”. E’ stata verificata e accertata la presenza di scarichi abusivi nel depuratore comunale e nel canale di raccolta reflui denominato appunto, Cinque metri. Nel registro degli indagini (atto dovuto), oltre ai titolari delle aziende, sono finiti anche il sindaco di Trinitapoli, Francesco Di Feo e anche due responsabili dell’acquedotto pugliese.

La vicenda era stata persino oggetto di una interrogazione parlamentare, la numero 4-13886 del 2011 – dell’On. Zazzera. Il primo intervento è stato operato dal Corpo Forestale Dello Stato di Foggia, i successivi  approfondimenti investigativi dai Carabinieri per la Tutela dell’ambiente. L’attività di indagine, condotta sinergicamente dai militari dell’Arma e dal Corpo Forestale, ha evidenziato una sistematica ed illecita attività di smaltimento/scarico nel corpo idrico superficiale di reflui provenienti dai piazzali delle aziende destinatarie di sequestro.

L'impianto di depurazione comunale, funzionante con modalità inadeguate ed insufficienti alla gestione dei reflui in ingresso, ha comportato il deterioramento irrimediabile delle acque del canale, ricompreso in un sito di importanza comunitaria denominato "Zona umida lago Salpi" .Nel corso delle indagini si e' proceduto, per le medesime violazioni di natura ambientale, al sequestro del piazzale aziendale di un'altra importante azienda vinicola e ortofrutticola di Zapponeta.

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