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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Scarcerato lo "sgarrista del clan": cadono le accuse su Albanese, prove insufficienti per l'omicidio Dedda

Lo ha deciso il giudice del Tribunale della Libertà, che ha accolto il ricorso degli avvocati dell’uomo, i legali Francesco Santangelo e Michele Santino

Insufficienza di indizi, cadono le accuse a carico di Giuseppe Albanese - elemento di spicco della criminalità foggiana, vicino al Clan Moretti - in relazione all’omicidio di Rocco Dedda. Lo ha deciso il giudice del Tribunale della Libertà, che ha accolto il ricorso degli avvocati difensori dell’uomo, i legali Francesco Santangelo e Michele Santino, disponendo quindi la scarcerazione del 38enne, accusato sulla scorta di una corposa raccolta di rilevazione gps, intercettazioni telefoniche e ambientali (queste ultime carpite soprattutto in carcere) e sulle parole di alcuni pentiti.

VIDEO | Così è stato ucciso Rocco Dedda

L’uomo, lo ricordiamo, fu arrestato nel novembre scorso dagli uomini della squadra mobile di Foggia e del Servizio centrale operativo, su ordinanza della Direzione Antimafia di Bari, con l’accusa di concorso nell’omicidio di Rocco Dedda, uomo dei Sinesi-Francavilla assassinato in modo cruento sull’uscio della porta di casa, il 23 gennaio del 2016, davanti alla compagna e al figlioletto di 4 anni. Insomma, una vera e propria ‘esecuzione’ nell’ambito della guerra tra clan.

Albanese, è emerso durante le indagini, veniva definito dai collaboratori come lo “sgarrista del clan" e uno “dal grilletto facile”, e ritratto dagli inquirenti come “pericoloso killer della batteria dei Moretti-Pellegrino-Lanza”. Il 38enne però resta in carcere: la scarcerazione, infatti, è stata notificata in carcere, dove lo stesso resta detenuto per i reati contestati nell’ambito del blitz “Decima Azione”. Tra 90 giorni verranno depositate le motivazioni del provvedimento; a questo, seguirà il ricorso in Cassazione.

Albanese è gravato da innumerevoli precedenti di polizia e penali. Nel 2011 scampò miracolosamente ad un agguato e il suo nome è ricorrente nelle inchieste degli ultimi anni. Recentemente è stato coinvolto nell’importante operazione di polizia ‘Ripristino’ del 2016, coordinata dalla DDA, che mise sotto scacco il clan Moretti-Pellegrino.

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