Borgo Mezzanone, migrante fermato per la ricettazione di un motorino: "L'ho acquistato per lavorare". Scarcerato

Durante l'udienza di convalida, l'uomo ha spiegato la sua estraneità ai fatti, dimostrando di disconoscere la provenienza furtiva del mezzo (pagato 300 euro)

Immagine di repertorio

Torna in libertà il giovane nato in Guinea Bissau, oggi tra i migranti della ‘pista’ di Borgo Mezzanone, arrestato dai carabinieri nei giorni scorsi con l’accusa di ricettazione di un motorino. 

Così ha deciso, lo scorso 18 giugno, la dottoressa Roberta Di Maria, del tribunale monocratico, sezione penale di Foggia, che ha presieduto da remoto l’udienza di convalida del fermo del 25enne. L’uomo, assistito dal legale Giovanni Diego La Torre, ha voluto rispondere a tutte le domande del giudice, dichiarando la sua estraneità ai fatti contestati.

Il motorino in questione - ha spiegato l’uomo - lo aveva acquistato a Borgo Mezzanone da una persona a lui sconosciuta per un prezzo di 300 euro, disconoscendone la provenienza furtiva. “Il motorino aveva una chiave di accensione, ma non aveva alcuna targa, anzi non ho fatto caso se ce l’avesse o meno. Ho acquistato il motorino per andare a lavorare nelle campagne di Borgo Mezzanone, essendo un bracciante agricolo. Lo avevo con me all’interno del campo di Borgo Mezzanone e non era utilizzato da nessuno dopo il mio acquisto”, si è giustificato.

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Conclusa l’udienza di convalida, l’avvocato difensore si è opposto sia alla convalida del fermo che alla richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere, atteso che non vi fossero le esigenze cautelari per restringere, e quindi limitare la libertà di una persona incensurata che vive in Italia da circa 3 anni a questa parte. All'esito della camera di consiglio, il giudice ha poi accolto le doglianze difensive non convalidando il fermo e rigettando la richiesta del pm di applicazione della misura cautelare in carcere. L’uomo è tornato quindi in libertà.

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