Omicidio in via Napoli, ex guardia giurata uccise il padre per difendere la madre (e il fratello): scarcerato

L’uomo, foggiano, fu arrestato nell’aprile del 2011, con l’accusa di omicidio volontario in danno del padre. In Appello, rinunciò alla legittima difesa e fu condannato a 9 anni e 8 mesi. Ora torna in libertà

Immagine di repertorio

Scarcerato, torna in libertà il 35enne Giuseppe Venuti. L’uomo, foggiano, fu arrestato nell’aprile del 2011, con l’accusa di omicidio volontario in danno del padre. Il fatto di sangue avvenne nell’abitazione familiare, in via Napoli, alla periferia di Foggia.

Venuti, che all’epoca dei fatti lavorava come guardia giurata, impugnò una pistola calibro 9x21 (legalmente detenuta) e sparò alcuni colpi all’indirizzo del padre - Simone Venuti, morto poco dopo in ospedale - per difendere la madre e il fratello minore, Leonardo, detto Jennifer, transessuale fermato dalla polizia pochi giorni prima, con l’accusa di aver narcotizzato e rapinato alcuni clienti.

L’arresto aveva acuito i contrasti all’interno della famiglia, poiché Simone - a differenza della moglie - non riusciva ad accettare le scelte di vita del figlio Leonardo, e tra i coniugi i litigi, anche violenti, erano all’ordine del giorno. In quell’ultima circostanza, la vittima aveva colpito la moglie con un pugno e un bastone provocandole lesioni guaribili in 30 giorni.

Dinanzi a tale scena, Giuseppe intervenne impugnando l’arma ed esplodendo otto colpi di pistola; poi, si consegnò spontaneamente ai carabinieri, nel frattempo giunti sul posto.  L’uomo, in Appello, rinunciò alla legittima difesa e fu condannato a 9 anni e 8 mesi con l’accusa di omicidio volontario.

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