Scambio di sesso alla nascita, l'avvocato dei genitori tira fuori le carte: "I Riuniti negano l'evidenza"

Il legale della famiglia del gemellino nato maschio ma al quale in principio è stato attribuito sesso femminile. I genitori stanno procedendo al cambio del nome. L'avvocato "valuta le iniziative legali più opportune"

"Grazie alla professionalità dell’Ufficio dello Stato Civile del Comune di Foggia, abbiamo iniziato le procedure per cambiare il nome al gemellino, che richiederanno diversi passaggi formali. La responsabilità di questa situazione, come emerge in modo inequivocabile dai documenti, è esclusivamente dell’Azienda Ospedaliera, che per motivi inspiegabili persevera nel negare l’evidenza, ammettere l’errore e conseguentemente porgere le sue scuse ai genitori dei gemelli". Così l'avvocato Michele Vaira in relazione al caso dei gemellini raccontato da Foggiatoday.

Gli Ospedali Riuniti replicarono alla nostra testata evidenziando l'eccezionalità della situazione e l'assenza di responsabilità in capo alla struttura ospedaliera. Ma oggi l'avvocato rincara: "Non servono ulteriori commenti alla mera lettura dei documenti che – al fine di chiarire la situazione – siamo costretti a esibire, con gli opportuni omissis".

La cronologia degli eventi riportata dal legale. "Il 2 agosto vengono alla luce i due gemelli. Nel documento 1 “attestato di nascita”- a firma dell’ostetrica che ha assistito al parto (in compagnia del personale medico) e col timbro della Unità operativa, è indicato il sesso femminile del neonato; dato che il 3 e il 4 agosto era chiuso l’Ufficio dello Stato Civile ubicato presso la Maternità, il successivo 5 agosto (tre giorni dopo il parto), sula base di tale documento, il padre del bimbo ne dichiara la nascita; dal momento della nascita a quello della registrazione passano tre giorni, durante i quali nessuna comunicazione (formale o informale) è stata mai data alla famiglia in relazione ai dubbi sulla determinazione del sesso (altrimenti il padre si sarebbe astenuto dal registrare il figlio quale femminuccia; solo successivamente e in modo informale, ai miei assistiti è stata comunicata l’iniziativa di esperire l’analisi genetica, che ha ribaltato l’indicazione (inequivocabile) messa nero su bianco dall’equipe al momento della nascita, e rimasta ferma per tre giorni; la prima comunicazione formale (prot. 56/2019, con apparente data 12 agosto 2019) è giunta al mio studio dopo reiterate richieste solo il 19 agosto 2019: in tale comunicazione non si fa alcun riferimento ad errori. Esiste una diversa versione della stessa lettera (prot. 55/2019, con data corretta a penna 12 agosto 2019), pur indirizzata ai miei assistiti ma consegnata solo ad altri Uffici, che contiene la frase “erroneamente identificato col nome femminile”: come se l’errore non fosse l’indiczione del sesso, ma la scelta del nome. Come già detto, questo riferimento (pur fuorviante) ad un errore è stato rimosso nella versione consegnata via pec ai miei assistiti".

Tale comportamento del settore amministrativo, spiace constatare, rischia di offuscare la straordinaria qualità professionale e umana dei dirigenti medici che hanno prestato assistenza durante il parto e tuttora prestano nella terapia intensiva cui sono sottoposti i gemelli. Una semplice quanto gratuita richiesta di scuse avrebbe chiuso tempestivamente la vicenda. L’inspiegabile decisione di negare l’evidenza (documentale) della responsabilità nell’errata attribuzione del sesso, ha provocato delle conseguenze spiacevoli per i genitori e la famiglia tutta, per le quali ci riserviamo di valutare le iniziative più opportune."

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