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25 mezzi dei rifiuti dati alle fiamme, prima "tensioni con alcuni dipendenti". Il Prefetto: "Prematuro parlare di mafia"

25 mezzi dei rifiuti di proprietà della Buttol incendiati nella notte del 26 gennaio. Questa mattina si è svolto il comitato provinciale dell'ordine e della sicurezza pubblica alla presenza del direttore dell'azienda Luca Di Monte, del Prefetto Grassi, dei vertici delle forze dell'ordine e del sindaco Francesco Miglio

 

Se ieri sera 27 gennaio 2020 il servizio di raccolta rifiuti 'Porta a porta' era ripreso dopo la temporanea sospensione di domenica dovuta al vasto incendio che alle prime luci dell'alba aveva distrutto il parco mezzi compattatori ed il CCR della azienda Buttol (grazie alla Regione Puglia che tramite l'Agenzia Territoriale per il Servizio di gestione dei Rifiuti aveva messo a disposizione della nostra città sei mezzi compattatori), questa mattina presso il Comune di San Severo si è svolto il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica alla presenza del Prefetto di Foggia Raffaele Grassi, dei vertici delle Forze dell'Ordine, del sindaco Francesco Miglio e di Luca Di Monte, direttore generale dell'azienda affidataria del servizio di igiene urbana colpita dall'avvertimento incendiario sul quale sono ancora in corso le indagini.

Con riferimento all’incendio che ha distrutto i mezzi e le strutture della Buttol, ieri l'assessore con delega all’Igiene ed Ambiente Felice Carrabba aveva confermato il drammatico bilancio: la distruzione delle strutture di proprietà del comune e di 25 mezzi per la raccolta di rifiuti di proprietà della Buttol.

"Se si escludono tensioni con alcuni singoli dipendenti verso i quali erano state intraprese delle azioni disciplinari abbastanza forti, non ci sono altri segnali" ha dichiarato ai microfoni di FoggiaToday il direttore generale della Buttol.

Per il Prefetto di Foggia "è indubbio che il settore dei rifiuti sia un settore che determina forti appetiti da parte della criminalità organizzata" però, precisa Grassi - "è altrettanto indubbio che bisogna analizzare i fatti", "perché - aggiunge - parlare adesso delle attività ritorsive, di interessi della criminalità organizzata mafiosa è un po' prematuro" prosegue. "Cercheremo di sostenere gli investigatori con azioni di carattere preventivo come stiamo facendo" conclude Grassi.

Per il sindaco Miglio l'incontro di questa mattina "è un segnale importante per la città". Il primo cittadino fa sapere che ono state intraprese misure di tutela e ci sarà un rafforzamento di dispositivi di controllo sul territorio: "Le indagini stanno andando avanti in maniera veloce, siamo fiduciosi che ben presto si possa arrivare alla individuazione dei colpevoli"

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