Cronaca San Severo

Segregate e costrette a prostituirsi, denunciano gli aguzzini: finisce l’incubo per tre giovani ragazze

Due persone di nazionalità bulgara sono finite in manette. Dopo aver privato le giovani dei rispettivi documenti, le costringevano a prostituirsi sulla SS16, impossessandosi poi delle somme guadagnate dall’attività

Continuano senza sosta i controlli da parte dei Carabinieri della Compagnia di San Severo al fine di contrastare il delicato e radicato fenomeno del meretricio di strada, che già nel maggio scorso avevano portato all’arresto di sei persone che costringevano otto povere malcapitate di origine bulgara a prostituirsi sulla SS16.

In particolare, il personale della Stazione Carabinieri di San Severo ha tratto in arresto per i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione, Bozhidar Milanov, di 36 anni, e Snezhana Slacheva, di 43, entrambi di origine bulgara.

I militari sono intervenuti a seguito della denuncia di due cittadine bulgare che, stanche di subire i soprusi da parte dei loro aguzzini, che dopo averle private dei rispettivi documenti, le costringevano ad offrire il proprio corpo in strada sulla SS16, impossessandosi ogni giorno delle somme di danaro che le stesse guadagnavano, decidevano di denunciare la vicenda.

Immediatamente i Carabinieri, a seguito dei dettagliati elementi forniti dalle vittime, sono giunti presso un vecchio casolare ubicato nelle campagne di San Severo e, dopo aver cinturato tutta la struttura, hanno intimato agli occupanti di uscire senza opporre resistenza. Per tutta risposta, proprio i due soggetti che erano stati indicati dalle vittime essere gli aguzzini che le costringevano a prostituirsi, hanno provato a darsi alla alla fuga, venendo prontamente bloccati dai militari che avevano oramai chiuso tutta l’area attorno alla struttura.

All’interno del casolare, i militari hanno rinvenuto una terza donna di origine bulgara che veniva costretta all’attività di meretricio sulla SS16. Inoltre, un’accurata perquisizione del casolare in questione, ha consentito di recuperare alcuni documenti delle vittime, alcune migliaia di euro, illecito provento dell’attività di prostituzione delle tre povere malcapitate, nonché tutto il necessario che gli aguzzini fornivano alle tre bulgare per farle prostituire.

Gli schiaccianti elementi raccolti e il coraggio dimostrato dalle denuncianti che hanno scelto di non sottostare ai soprusi dei loro aguzzini, hanno consentito ai militari della Stazione di San Severo di dichiarare in arresto i due cittadini bulgari, che venivano associati al carcere di Foggia.

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