Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca San Nicandro Garganico

Clientela di elevata pericolosità sociale: sospesa licenza a un bar tra le vie della movida

I carabinieri di San Nicandro hanno notificato il decreto di sospensione per 10 giorni della Scia a un locale situato tra le vie della movida

Prosegue l’azione di contrasto ai fenomeni criminali in San Nicandro Garganico da parte dei Carabinieri della locale Stazione. Nel corso di servizi straordinari di controllo del territorio, pianificati durante l’ultima settimana dalla Compagnia Carabinieri di San Severo, sono state effettuate perquisizioni, ispezioni, posti di blocco e controlli ad esercizi commerciali.

Ancora una volta è parso fondamentale il supporto fornito dalle varie componenti specializzate, quali le Squadre di Intervento Operativo, i Carabinieri Cacciatori e, infine, i Nuclei Cinofili addestrati alla ricerca di armi e sostanze stupefacenti, alla locale Stazione. Centinaia di persone e veicoli controllati, una persona arrestata notificati un decreto ex art. 100 Tulps nei confronti di un esercizio commerciale e tre provvedimenti di 'Avviso Orale'.

I Carabinieri della locale Stazione hanno provveduto a notificare un decreto di sospensione per giorni dieci della Scia per la conduzione di un bar situato fra le vie della movida. Il decreto, emesso dal Questore della Provincia di Foggia, su richiesta dei Carabinieri, rappresenta il frutto di un’intensa attività di controllo svolta dai militari dell’Arma e tesa ad individuare tutti quegli esercizi commerciali che possano ritenersi, sulla base di elementi fattuali, quali luoghi di abituale aggregazione di persone di elevata pericolosità sociale così costituendo una seria minaccia per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il locale, oggetto del decreto, ha dovuto quindi sospendere la propria attività per il periodo indicato. I Carabinieri hanno altresì proceduto alla notifica tre avvisi orali emessi dal Questore, nei confronti di altrettanti soggetti i quali sono stati ritenuti, sulla base degli elementi raccolti dai carabinieri, persone che “vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose” nonché fra coloro che “sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo... la sicurezza o la tranquillità pubblica”, ai sensi dell’art., 1 lett. B) e c) del decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159.

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