Dissesto idrogeologico: “Marina di Lesina la Berlino della Laguna”

“Interessati dall’ordinanza e non, hanno paura di perdere il frutto di anni di sacrifici e rabbia per la superficialità con la quale è stata affrontata in un sadico valzer di competenze e scaricabarile la vicenda”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

COMUNICATO STAMPA "SALVIAMO MARINA DI LESINA"

Con l'ordinanza emanata dal Sindaco Tucci su richiesta del Prefetto in cui si dichiara l'interdizione per sei mesi dall'accesso a 42 condomini e la divisione in due zone di Marina di Lesina, ormai "Berlino della laguna", la politica e le istituzioni di Capitanata e di Puglia appaiono nuovamente impotenti e confuse agli occhi dei cittadini, unici a pagare, dopo anni di immobilismo e pressappochismo, la ben nota vicenda del dissesto idrogeologico.

Paura di perdere il frutto di anni di sacrifici e rabbia per la superficialità con la quale è stata affrontata in un sadico valzer di competenze e scaricabarile la vicenda: questi sono i sentimenti predominanti nei cuori dei tanti interessati alle ordinanze e di quanti, pur non soggetti a tale provvedimento, intravedono la lenta agonia di Marina di Lesina.

In questi anni la classe politica si è apparentemente mostrata non solo solidale con proprietari, commercianti, gestori di lidi e albergatori, ma addirittura pronta a far propria la battaglia per il reperimento dei fondi di messa in sicurezza e riqualificazione della un tempo ridente località turistica. In realtà pochi hanno effettivamente dimostrato interessamento al destino delle nostre abitazioni. Gli unici ad averlo fatto in Regione sono i consiglieri Di Gioia e Damone che hanno in questi giorni presentato una nuova interrogazione a seguito dell'ultimo "tavolo tecnico" tenutosi a Roma (erano presenti rappresentanti del Comune di Lesina, Prefettura, Protezione Civile e Regione Puglia) e alla nota del Commissario UE all'ambiente, Janez Potočnik. Questi ha rimesso alle autorità regionali la valutazione dell’ammissibilità di ogni progetto atto a risolvere le problematiche inerenti il dissesto idrogeologico ricordando che la Regione Puglia dispone di un cospicuo fondo europeo per lo sviluppo regionale di cui ben 908 milioni destinati alla priorità Ambiente ed Energia, comprendente la protezione della natura e progetti integrati per il risanamento urbano.

Quanto ancora dovremo attendere affinché siano stanziate le risorse necessarie per la realizzazione delle misure indicate nel Piano Operativo redatto dal Comune di Lesina e approvato dalla Prefettura ? Quando il Prefetto effettuerà l'indagine tecnica preordinata alla verifica della stabilità degli edifici prospicienti il Canale Acquarotta, già da tempo dichiarati inagibili, così come ordinato dal TAR del Lazio ? E pari sentenza non verrà sicuramente promulgata anche per gli altri 42 condomini interdetti dall'accesso ?

Quali misure straordinarie si intendono adottare per il periodo di validità dell’ordinanza affinché non si verifichino furti, occupazioni abusive e atti vandalici, evitando così che Marina di Lesina diventi terra di nessuno ?

Visto che con l'introduzione dell'IMU sarà possibile integrare i trasferimenti alle casse comunali e considerando che il comune di Lesina potrà provvedere autonomamente al proprio sostentamento, sul gruppo Facebook "Salviamo Marina di Lesina" abbiamo richiesto, provocatoriamente, che parte di quelle imposte sugli immobili di Marina di Lesina vengano utilizzate per concorrere alla formazione di fondi speciali. Tutto ciò senza esimere la Regione Puglia dall'attingere al fondo europeo per un corposo contributo proprio in virtù del ruolo attivo avuto nelle sciagurate scelte tecniche riguardo la sostituzione degli argini in cemento armato del canale Acquarotta, che costeggia il centro abitato, con gabbionate in pietrame non impermeabili che stanno permettendo all'acqua marina di infiltrarsi nel sottosuolo gessoso. Ormai più che una provocazione questa idea sembra l'unica via di uscita per la salvaguardia di migliaia di abitazioni e centinaia di posti di lavoro.

È inoltre quanto mai opportuno, come atto di trasparenza e discontinuità con le precedenti amministrazioni, che ci venga reso noto l'intero ammontare delle imposte ICI Acqua e Tarsu corrisposte dai contribuenti di Marina di Lesina e di come queste somme siano impiegate da parte del Sindaco di Lesina, a cui riconosciamo comunque la tenacia avuta nella gestione dell'emergenza. Chiediamo altresì, non avendo le migliaia di proprietari rappresentanza nel consiglio comunale di Lesina, un maggiore coinvolgimento di associazioni e cittadini per le spese future.

Mi unisco all'invito dell'Ing. Palma della "Pro Lesina Marina" rivolto ai consiglieri regionali eletti in terra dauna senza distinzione alcuna per colore e orientamento politico, estendendolo ai nostri parlamentari, consiglieri provinciali, rappresentanti di sigle sindacali e di categoria, affinché rafforzino le nostre voci per raggiungere una rapida e favorevole soluzione per il destino di Marina di Lesina.

Dopo il proficuo incontro tenutosi il 20 Novembre a Marina di Lesina tra proprietari e rappresentanti delle associazioni, siamo uniti e pronti a nuove iniziative atte alla difesa e alla tutela delle abitazioni e delle attività commerciali.
Noi non ci fermeremo !

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