Rodi Garganico: sequestrate palazzine abusive, otto persone denunciate

Gravi le violazioni in materia ambientale, paesaggistica e di edilizia riscontrate in 21mila mq circa. Il valore stimato dell'intero complesso è di circa 20milioni di euro. Al momento sono otto le persone denunciate

Le palazzine sequestrate

Nelle “intenzioni progettuali” dovevano essere palazzine a basso impatto visivo, dalla ridotta volumetria, rispondenti al criterio della “impercettibilità” atta a non deturpare il paesaggio garganico. Invece, le otto palazzine sequestrate a Rodi Garganico dai carabinieri del Noe di Bari rispondevano a tutt’altri parametri.

In quel complesso, alcuni avevano acquistato la prima casa, mentre altri avevano scelto quei lotti nuovi di zecca per trascorrere le vacanze estive. Si tratta di immobili dalle rifiniture di pregio, per un totale di 48 appartamenti ed altrettanti box. L’avvio dei lavori era iniziato nel 2010 ed oggi le palazzine sono quasi del tutto pronte (solo due sono in fase di ultimazione), ma per gli edifici in questione potrebbe essere disposta presto la confisca e la demolizione.

L’intero cantiere edile, infatti, è stato oggetto di un decreto di “sequestro preventivo d'urgenza" emesso dal sostituto procuratore Alessio Marangelli della Procura di Lucera. Troppo gravi le violazioni in materia ambientale, paesaggistica e di edilizia riscontrate in quell’area di 21.000 mq circa, in località Le Fontanelle rientrante nel comprensorio del "Piano di Zona comunale per l'edilizia economica e popolare", che prevede anche la realizzazione di opere di urbanizzazione quali aree di verde pubblico, strade e parcheggi, per un valore complessivo di 20 milioni di euro.

L’intero quartiere, come illustrato dal capitano Angelo Colacicco del Noe di Bari, sorge sul pendio del Belvedere di Rodi Garganico, area sottoposta a vincolo di tutela. Nell’ambito delle indagini, infatti, sono emerse irregolarità relative alla normativa edilizia (“i lavori edili avvenivano in area protetta del Parco Nazionale del Gargano, in forza di permessi edilizi privi della obbligatoria e preventiva Autorizzazione Paesaggistica dell’Ente Parco”) e ambientale (“perché senza le prescritte autorizzazioni depositavano in modo incontrollato rifiuti speciali non pericolosi, in particolare materiale rinveniente dalle attività in corso, su area comunale d’estensione pari a 5000 mq, attigua all’indicato cantiere, già sottoposta a sequestro preventivo d'iniziativa”).

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Nello specifico, tutto il materiale di scavo veniva depositato sul fondo del pendio rodiano, distruggendo la caratteristica vegetazione – la “macchia mediterranea” – ed alzandone di fatto il livello del suolo, con un devastante impatto ambientale.

Al momento sono otto le persone denunciate per violazioni relative al testo unico in materia ambientale, paesaggistica e di edilizia: si tratta alternativamente del rappresentante legale o amministratore unico di cinque diverse imprese edili con sede legale tra Rodi Garganico, Apricena e Cagnano Varano, dei direttori tecnici dei lavori e di dipendenti dell’ufficio tecnico del Comune di Rodi. “Ma siamo solo all’inizio”, spiegano gli inquirenti, che stanno vagliando tutta la documentazione relativa al progetto: planimetrie, autorizzazioni e piani urbanistici.

Indagini complesse perché al progetto, almeno apparentemente, sarebbero allegate tutte le autorizzazioni previste. “Bisogna capire con quale artificio e raggiro sia stato eluso il parere, in quella zona obbligatorio, dell’Ente Parco”, conclude Colacicco, sottolineando anche che tale sequestro fa parte di una attività di indagine ben più ampia che, negli ultimi periodi, ha portato al sequestro di numerose strutture balneari ed alberghiere o abitazioni private ricadenti in area protetta del Parco Nazionale del Gargano o nell’area di fascia costiera protetta da altri vincoli paesaggistici come le località Calalunga, Arenazzo, Valle Scinni, San Nicola e Manaccore nel territorio di Peschici.

 

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