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Saviano e Soumahoro nella foto (dal profilo FB dello scrittore)

Saviano e Soumahoro nella foto (dal profilo FB dello scrittore)

Salvini a Foggia, Saviano: "Inutile passerella sulla pelle di chi soffre e muore e sulla pelle di chi gli dà credito"

Lavoratori sfruttati e agricoltori strozzati dalla concorrenza a cui non riescono a far fronte, legge sul caporalato inapplicata. Il commento dello scrittore Roberto Saviano sulla visita del ministro Matteo Salvini

Sul suo profilo Facebook anche Roberto Saviano ha ricordato le due tragedie avvenute in provincia di Foggia in poco meno di 48 ore, di 16 braccianti agricoli morti in due incidenti stradali mentre tornavano da una lunga giornata di lavoro ammassati all'interno dei furgoncini "che vengono aggiustati alla meno peggio, spesso con fil di ferro" spiega lo scrittore di 'Gomorra'.

Il patto tra Salvini e i migranti

Il commento di Roberto Saviano

I pomodori arrivano sulle nostre tavole perché ci sono i braccianti africani che, da quasi quarant’anni, li raccolgono nelle campagne italiane. Grano (e quindi pasta, pizza), olio, asparagi, arance: quanto di più italiano esista al mondo ha la sua origine nel lavoro dei contadini africani. Nell’ultima settimana sono morti, in due diversi incidenti stradali, prima 4 e poi 12 braccianti che viaggiavano su furgoncini che vengono aggiustati alla meno peggio, spesso con fil di ferro. I braccianti sono schiavi nei campi e vengono trasportati con minor cura di quella che si presta ad animali e merci. 

Se oggi i politici che andranno a fare la loro passerella a Foggia non vi diranno che questi 16 uomini sono schiavi morti da schiavi, continueranno a mentirvi al grido di “prima gli italiani”. E allora, a chi chiede maggiore attenzione all’Italia e agli italiani rispondiamo: in pochi giorni sono morti in due incidenti stradali nel Foggiano 16 persone, 16 braccianti agricoli, con ogni probabilità 16 vittime di caporalato: 16 schiavi. Pensateci bene: sto ancora parlando di immigrati? Sto solo parlando di immigrati, o sto parlando anche e soprattutto di noi che, in Italia, abbiamo intere aree a vocazione prevalentemente agricola che ancora esistono, e resistono, grazie al lavoro di immigrati tenuti in condizioni di schiavitù? Dite la verità: sto parlando di immigrati o di noi? 

E se la legge sul caporalato è una legge fondamentale, per la quale tanto sangue è stato versato e per la quale molti hanno lottato e lottano, è ancora una legge che resta, in moltissime aree del nostro Paese, inapplicata. I proprietari delle aziende agricole sono a conoscenza delle condizioni di lavoro dei braccianti, ma il sistema è criminogeno perché anche loro sono strozzati da una concorrenza cui non riescono a far fronte. Quindi tutto avviene al ribasso, con la politica che utilizza le tragedie, come farà anche oggi, per le solite inutili passerelle, sulla pelle di chi soffre e muore e sulla pelle di chi gli dà credito.

Fate attenzione a quello che oggi vi diranno i nostri illustri rappresentanti politici in visita a Foggia e fate poi caso a quanto ci metteranno a dimenticare tutto.

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