Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Torremaggiore

Insegnanti "allontanano" scrittore ebreo, salta l'incontro con gli studenti: il brutto episodio a Torremaggiore

E' accaduto all'Istituto 'Fiani-Leccisotti', dove una docente aveva organizzato un incontro con lo scrittore Roberto Matatia, che però alcuni colleghi avrebbero ostacolato etichettando l'incontro come il frutto di una scelta politica

Invitare un ebreo per parlare agli studenti di razzismo può mai avere i connotati di una scelta politica? Pare di sì. Siamo a Torremaggiore, all’istituto ‘Fiani-Leccisotti’. Protagonista è Roberto Matatia, uno scrittore ebreo faentino, autore de ‘I vicini scomodi’. Un libro che racconta le vicende della famiglia di Nissim Matatia (fratello di suo nonno) negli anni del fascismo e delle leggi razziali, promulgate in Italia 80 anni fa. 

Matatia da anni gira per le scuole, raccontando attraverso le vicende dei suoi familiari, morti nei campi di sterminio ad Auschwitz, quel che è stata la shoah e le conseguenze estreme alle quali può condurre il razzismo. L'ottantesimo anniversario delle leggi razziali è quindi stata un'occasione che ha indotto una docente dell'istituto di Torremaggiore a contattarere lo scrittore per organizzare un incontro con gli studenti. La docente riceve la piena disponibilità dello scrittore, l'accordo viene trovato subito, resta solo da pianificare gli aspetti organizzativi. Succede, però, che qualcuno si oppone. Stando al racconto di Matatia, in seguito a un successivo colloquio con la docente, alcuni colleghi si sarebbero opposti all’incontro. “A scuola non si fa politica”, la risposta data alla docente.

“Non farò nomi né di persone né di luoghi per non ferire la dignità di coloro che, loro malgrado, si trovano coinvolti in questo sgradevole episodio Vengo invitato da un'insegnante di un Liceo. Mi parla con fervore del suo desiderio di farmi incontrare i ragazzi. Mi dice che, se io fossi d'accordo, presenterebbe la cosa al consiglio di istituto. Sono felice di dare il mio ok. Qualche ora fa, mi chiama la professoressa: “Non ha avuto il benestare di alcuni insegnanti perché, a dir loro, invitare a relazionare un ebreo è una scelta politica e, a scuola, non si fa politica. Non mi era mai successo! Mala tempora currunt”. Le parole di Matatia che si affida a Facebook per sfogare la propria indignazione. La notizia, logicamente, comincia a diffondersi, fino a essere rilanciata dal sito ufficiale della Comunità Ebraica di Milano, al quale Matatia concede un’intervista. Lo scrittore non nasconde l’indignazione e la delusione. Nell’intervista si parla di “pura nostalgia del fascismo e di tutto quello che si riteneva andasse bene in un’epoca di dittatura e a cui la costituzione ha posto fine”, come principale motivo che avrebbe ostacolato l'organizzazione dell'incontro.  

Il secondo round è andato in scena nella giornata di ieri, ancora con un post su Facebook: “Sono in attesa di una risposta chiarificatrice e rappacificante da parte del preside del liceo di Torremaggiore, liceo col quale ho uno scambio, per così dire, di idee sin troppo acceso. La scuola ora tende a minimizzare, confinando le idee fasciste ad uno sparuto numero di insegnanti. Gli insegnanti hanno in mano il futuro dei nostri figli, per questo non si può accettare che questi trasmettano valori negativi quali quelli di intolleranza. Non si può pretendere la perfezione dalle nostre scuole, ma ci si deve tendere se vogliamo offrire alle nuove generazioni un futuro di libertà, di democrazia e di amore”. 

La condanna dell’Anpi

“L’episodio verificatosi al liceo Fiani-Leccisotti è l’ennesima manifestazione di un clima di intolleranza che avviene all’interno delle strutture scolastiche. Negare che i ragazzi possano approfondire temi di stretta attinenza storica è una vera e propria aberrazione sul piano didattico e culturale che soltanto il fanatismo ideologico può giustificare. Vogliamo ricordare che la scuola è l’istituzione primaria che deve educare alla cittadinanza e all’habitus critico e che non ci si può nascondere dietro una frase tipica del ‘ventennio’ per impedire che si discuta del più grande dramma del Novecento che, in nome dell’antisemitismo e della purezza della razza, ha portato alle aberrazioni della Shoah e alla scomparsa di sei milioni di persone. Questo atto non può passare sotto silenzio e ci auguriamo che anche le autorità scolastiche superiori intervengano per fare luce su questo episodio vergognoso in nome dei valori scritti nella nostra Costituzione. La comunità di Torremaggiore, che ha pagato con il confino e il carcere e con la vita di molti dei suoi cittadini (Nicola Sacco, Giuseppe Lamedica, Antonio La Vacca) la lotta coerente per la democrazia e la libertà non può tollerare questo affronto ai valori più alti della nostra convivenza. Nei prossimi giorni l’ANPI organizzerà insieme al mondo associativo e politico un grande incontro nella città dell’Alto Tavoliere per ribadire la propria fedeltà ai valori supremi della costituzione contro ogni rigurgito razzista e fascista”, è stato il commento di Michele Galante, presidente provinciale Anpi di Capitanata.

La replica del dirigente scolastico

“Ho da poco sentito lo scrittore, gli ho ribadito l’invito. C’è stato un fraintendimento, ma smentisco che alcuni docenti si siano opposti all’incontro. L’iter non era stato ancora concluso, avevo riferito alla docente di proseguire e di farmi presente dei dettagli organizzativi. Ora, però, prenderò in mano io la situazione. Ho parlato con lo scrittore e ci siamo chiariti, spero che l’incontro si farà. Bisogna solo pianificare i dettagli”, spiega a Foggiatoday il dirigente scolastico Giancarlo Lamedica che, però, in una successiva nota esprime "forte indignazione e profondo rammarico per quanto accaduto nei confronti dello scrittore Roberto Matatia. Mi dissocio fermamente da qualunque episodio che involontariamente abbia in qualche modo offeso e strumentalizzato il notevole valore umano, storico e culturale della sua testimonianza e del suo impegno civile. Ribadisco il mio personale impegno e il lavoro che da sempre contraddistingue la mia istituzione scolastica a promuovere e coltivare iniziative, anche aperte al territorio, che sviluppino e consolidino il valore della “memoria” nei miei studenti soprattutto con riferimento alla deprecabile esperienza delle leggi razziali. Ciò nella consapevolezza che “fare memoria”, prima ancora che un dovere istituzionale, è un dovere morale di chiunque sia impegnato a concorrere alla crescita umana e spirituale dei giovani. Sottolineo che il lavoro che i docenti con fatica sviluppano quotidianamente è rispettoso dei valori costituzionali. Pertanto, rinnovo personalmente l’invito allo scrittore Roberto Matatia a portare la sua preziosa testimonianza presso l’ I.S.I.S.S.'Fiani-Leccisotti' nello sforzo comune di costruire una solida coscienza civica e democratica nelle giovani generazioni". Una nota che è in contraltare con quanto dichiarato inizialmente. "E che non smentisce l'accaduto", come fa notare lo stesso Matatia a Foggiatoday: "Credo sia il caso di stendere un velo sulla vicenda. Mi rendo conto che troppe persone sono state ferite da questa vicenda, perciò ho deciso di sedare il tutto. Spero si sia trattato davvero di un semplice malinteso", ha chiosato. 

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