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"Brutta esperienza" per mamma e figlio, bloccati in ascensore per due volte in 72 ore ai Riuniti: "E' inaccettabile"

“Per ben due volte nel giro di 72 ore, io e mio figlio siamo rimasti bloccati nell’ascensore del reparto di Chirurgia pediatrica per oltre 10 minuti”

Si dice spesso “per fortuna possiamo raccontarlo”, quando si ricorda un evento spiacevole poi superato con esiti favorevoli. Ciò, però, non ne depaupera affatto la gravità, specie se a essere coinvolto è un bambino.

Ed è quel che accaduto a un bambino di 9 anni, originario di un comune dei Monti Dauni. Il piccolo è stato ricoverato presso il reparto di Chirurgia pediatrica del Policlinico Riuniti di Foggia la scorsa settimana, per sottoporsi a un intervento di appendicectomia.

L’intervento, fortunatamente, è andato bene. Il bambino è già a casa e la convalescenza procede senza alcun tipo di intoppo. C’è però un duplice episodio che ha infastidito non poco la famiglia del bambino e procurato spavento al piccolo. “Per ben due volte nel giro di 72 ore, io e mio figlio siamo rimasti bloccati nell’ascensore del reparto di Chirurgia pediatrica (che con la riorganizzazione dei reparti dovuta all’emergenza Covid è stato accorpato a quello di Neuropsicologia Pediatrica, ndr) per oltre 10 minuti”, racconta a Foggiatoday la mamma del bambino. 

Una indignazione che non si placa, come il dolore di una ferita lontana dal rimarginarsi. Anche perché il primo dei due episodi si è verificato quando il piccolo era da poco uscito dalla sala operatoria. E se nel primo caso, gli effetti dell'anestesia non ancora smaltiti avevano consentito al bambino di non accorgersi di nulla, nella seconda circostanza le reazioni sono state ben diverse: “Non è stata una bella esperienza per me e gli altri presenti, soprattutto non è stato facile tranquillizzare mio figlio, che era assai spaventato. Anche perché, dopo il primo episodio, i tecnici ci avevano garantito di aver provveduto a sostituire l’ascensore con uno funzionante. Fortuna che l'ascensore si fosse bloccato all'altezza del piano, al limite i tecnici avrebbero potuto forzare le porte. Ma se si fosse fermato tra un piano e l'altro?”.

Ma c’è dell’altro, come testimoniano le foto, ovvero l’alto livello di precarietà in cui versa il secondo ascensore, tra pareti lerce e neon scoperti e facilmente alla mercé dei vandali e, cosa ancor più grave, la totale assenza di un numero di emergenza all’interno. A parziale conforto, la estrema professionalità del personale medico: “Medici e infermieri sono stati straordinari, soprattutto in quel frangente. E sappiamo quanto sia difficile e logorante per loro lavorare durante questa emergenza”. Tuttavia, resta l’indignazione: “Inaccettabile doversi confrontare con questi disservizi in un ospedale così qualificato come il Riuniti, per di più in un reparto pediatrico”.

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