Bara a Baia San Felice, è quella di Piccininno: il cantore riconosciuto dalle 'nacchere'

La cassa è stata recuperata sul ciglio della Provinciale 53, Vieste-Mattinata da una pattuglia della polizia stradale. A riconoscere nacchere, abiti e cappello dell'ultimo cantore di Carpino è stato il figlio Michele

Il ritrovamento della bara di Piccininno

Non ci sono dubbi: quella ritrovata la scorsa notte da una pattuglia della sottosezione Polstrada di Vieste, abbandonata sul ciglio della litoranea Mattinata-Vieste, è proprio la bara di Antonio Piccininno, l'ultimo dei cantori di Carpino morto all'età di 100 anni, lo scorso 9 dicembre.

La cassa è stata recuperata sul ciglio della Provinciale 53, all'altezza di Baia San Felice, a circa 8 chilometri da Vieste e ad una cinquantina di chilometri da Carpino, dove le spoglie del maestro della musica popolare garganica sono state trafugate dalla cappella di famiglia nel cimitero cittadino.

Secondo quanto riferito dalla Polstrada, tutto è avvenuto all'1.30 circa: la pattuglia ha notato in lontananza un autocarro che procedeva con difficoltà, come se fosse in panne. Quando i poliziotti si sono avvicinati, però, l'autocarro si era già dileguato in direzione di Mattinata ma sul ciglio della strada è stata notata la bara.

Per la polizia, i ladri stavano trasferendo il feretro in altro luogo, ma in curva l'autocarro avrebbe sbandato e la bara sarebbe quindi fuoriuscita dal portellone posteriore del veicolo. I ladri sarebbero quindi scesi per recuperarla ma, visto l'arrivo degli agenti, si sarebbero allontanati in tutta fretta.

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La bara è stata portata al cimitero di Vieste, dove la Scientifica ha verificato la presenza del corpo dell'ultimo cantore di Carpino, che stringeva tra le mani le sue famose nacchere, poi riconosciute dal figlio 73enne Michele, così come gli abiti ed il cappello.

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