Cronaca Cerignola

Scavi clandestini, deferite 11 persone: dopo 14 anni tornano a casa 450 reperti archeologici

Il recupero è avvenuto nell'ambito di una operazione-multipla messa a segno dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, nel corso di più indagini avviate in Puglia e Basilicata. I beni sono tornati a Cerignola

C’erano anche tre maioliche antiche - due piatti e un boccale - risalenti al XV - XVI sec. e risultate parziale provento di furto avvenuto nel 2003 all'interno del complesso monumentale di ‘Torre Alemanna’ a Cerignola tra i beni storici e archeologici recuperati dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, nel corso di più indagini avviate in Puglia e Basilicata. I militari hanno recuperato centinaia di reperti archeologici, frutto di scavi clandestini, rarissime maioliche medievali, preziose pergamene e numerose opere d'arte contemporanea contraffatte. Recuperato, inoltre, un prezioso dipinto risalente al 1400. Il valore dei beni recuperati supera i 500mila euro.

Nel caso dei beni ceramici trafugati a Cerignola, si tratta di opere che erano state esposte nel complesso di Torre Alemanna dopo la campagna di scavo eseguita dalla Soprintendenza in collaborazione con le Università di Bamberga (Germania) e di Parigi. I beni sono tornati nello stesso luogo da cui erano stati trafugati e sono esposti in una vetrina che reca la seguente dicitura ‘La Ferita Sanata’. 

Scavi clandestini. Lo scavo clandestino continua ad essere, soprattutto in Puglia, un fenomeno che ha richiesto l'attenzione e più volte l'intervento di questo Nucleo. Nel corso di servizi di sorveglianza appositamente predisposti, nel mese di febbraio in un'area archeologica pugliese sono stati fermati due "tombaroli", sorpresi, in flagranza di reato, intenti ad eseguire ricerche archeologiche non autorizzate. Nel corso dell'attività sono stati sequestrati metal detector, reperti archeologici, con evidenze di scavo recente, e vario materiale da scavo. Questo fenomeno criminale alimenta, purtroppo, un traffico di importanti proporzioni intorno al quale ruotano enormi interessi economici e commerciali. Le consolidate procedure operative messe in atto, repressive e preventive, hanno portato al recupero di oltre 450 reperti archeologici ed al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 11 persone per scavo clandestino.

Furti. La proiezione investigativa nazionale di ogni Nucleo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e, in particolare, l'adeguamento delle tecniche investigative alle nuove metodologie criminali che aggrediscono il patrimonio culturale, hanno reso necessario il costante monitoraggio delle transazioni dell'e?commerce e il costante scambio informativo con gli organi periferici del MiBACT. Ciò ha permesso di individuare presso una casa d'aste un eccezionale dipinto, olio su tavola, di grandi dimensioni (120 x 92 cm), risalente al 1400 e raffigurante San Leonardo. L'opera d'arte, inserita nella Banca Dati dei Beni Illecitamente sottratti, risulta essere provento di furto avvenuto tra il 23 e il 24 gennaio 1972 all'interno della Chiesa di San Luca di Armento (PZ). Il dipinto, ritrovato dopo oltre quarant'anni, era stato esposto per una vendita all'asta prevista entro tre giorni. L'emissione in urgenza di un provvedimento di sequestro da parte della Procura della Repubblica competente per territorio, immediatamente attivata da questo Nucleo, ha permesso di impedire la vendita ed evitare la dispersione del bene che è stato, così, restituito alla Comunità di Armento.

Beni librari ed archivistici. Nel corso delle varie attività svolte al fine di arginare il fenomeno della sottrazione del patrimonio archivistico e librario italiano, sono state recuperate 7 preziose pergamene risalenti al XIII - XV sec. Erano state rubate dall' interno di un Archivio Diocesano nel 2008 e da allora ricercate. E' stato possibile arrivare alla loro individuazione ed attribuzione anche grazie alle informazioni inserite nella Banca Dati dei Beni Illecitamente Sottratti del Comando CC TPC al momento del furto. Il loro contenuto rivela uno spaccato di storia medievale che inquadra le azioni di alcuni personaggi locali come la Badessa Dameta, il Principe di Taranto e il Vescovo di Conversano in un contesto più ampio che trova collegamenti con il Re di Napoli, Papa Martino V ed il Regno di Sicilia. I beni, del valore complessivo di oltre 40.000 euro, verranno restituiti alla Diocesi da cui erano stati sottratti.

Contraffazione di beni culturali. Il mercato dei beni culturali contraffatti garantisce facili guadagni per i falsari e l'illusione di aver fatto ottimi affari da parte degli acquirenti che, spesso, sono convinti di concretizzare l'acquisto proprio dai prezzi che risultano contenuti o comunque inferiori rispetto ai normali valori di mercato. Nel corso di un'attività d'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Bari per contrastare il fenomeno della contraffazione delle opere d'arte, sono state sequestrati complessivamente 2757 beni. Si tratta perlopiù di dipinti, olii su tela, attribuiti falsamente ai maestri Caffè, Schifano e Pistoletto. E' stato anche necessario sottoporre a sequestro anche i cataloghi generali di un’artista per evitarne la diffusione in quanto gli stessi contenevano opere non autentiche. Le varie indagini svolte hanno consentito di individuare i falsari e sequestrare le opere già vendute ad ignari acquirenti, corredate di certificazione di autenticità risultate false. Sono state denunciate 14 persone ed è stato contestato il reato associativo.

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