Strasburgo ‘boccia’ il carcere di Foggia: detenuto risarcito per danni morali

Italia condannata per trattamento "inumano e degradante". Bruno Cirillo dovrà essere risarcito di 10mila euro

La Corte dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per il trattamento “inumano e degradante” che il carcere di Foggia avrebbe riservato a Bruno Cirillo, detenuto affetto da una paralisi parziale del braccio sinistro, che non avrebbe ricevuto le cure adeguate. La Corte di Strasburgo ha riconosciuto al detenuto un risarcimento per danni morali pari a 10mila euro.

Sul caso si è pronunciato anche Giannicola De Leonardis: “Per chi conosce bene la situazione drammatica nelle carceri italiane, compresa la casa circondariale di Foggia - le cui carenze di organico del personale chiamato a garantire il rispetto di diritti e regole elementari per detenuti in numero ben maggiore rispetto alle possibilità di una decorosa vivibilità sono ben note - l’ultima condanna inflitta dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo all’Italia per il trattamento riservato dall’amministrazione penitenziaria della struttura foggiana al detenuto Bruno Cirillo, affetto da una patologia invalidante, non rappresenta certo un fulmine a ciel sereno”.

Il presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, ripropone “ancora una volta un’emergenza che non può essere ignorata e dimenticata, ma va affrontata non con soluzioni tampone tipo indulto o amnistie, ma con interventi strutturali e un deciso e decisivo adeguamento dell’organico del personale costretto a sforzi inumani per supplire a carenze diventate croniche.

In particolare nella casa circondariale foggiana, più volte comparsa nelle cronache nazionali per suicidi ed episodi che rendono vani proprio quegli sforzi e l’impegno quotidiano di tanti uomini e donne che ancora credono nella funzione rieducativa della detenzione, nella possibilità di un riscatto per chi ha sbagliato e nella dignità della persona, di qualunque persona.

Un’emergenza che non può rimanere sullo sfondo della campagna elettorale in corso, ma deve ritrovare la giusta e necessaria centralità: l’Europa non ci chiede solo sacrifici economici e il rispetto di parametri e bilanci a ogni costo, ma anche di mettere fine a una vergogna non più tollerabile che si rinnova giorno dopo giorno” sottolinea. “Una vergogna che va finalmente affrontata, per dare ancora un senso alla parola ‘giustizia’ “ la conclusione di De Leonardis.

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