Cronaca

Falsa partenza in Corte d'Assise: manca notifica dell'avviso d'udienza, slitta il processo sull'omicidio Paglione

Il pm Marina Gravina contesta l'omicidio aggravato dalla premeditazione. Il difensore di Cipparano, l'avvocato Michele Sodrio, punta invece ad escludere tale aggravante, cercando di fare leva anche su una consulenza psichiatrica

Immagine di repertorio

Falsa partenza, questa mattina, in Corte d'Assise, a Foggia, nel processo a carico del 53enne di Manfredonia, Biagio Cipparano, imputato reo confesso dell'omicidio del consulente fiscale Vincenzo Paglione, avvenuto nella mattinata del 5 febbraio 2020.

A causa della mancata notifica dell'avviso d'udienza a due dei parenti della vittima, il presidente della Corte, Antonio Civita, ha dovuto posticipare l'inizio del processo al prossimo 24 maggio. L'imputato era presente da remoto dal carcere di Foggia, dove si trova detenuto fin dal giorno dell'omicidio, quando intorno alle 10 del mattino si presentò al Commissariato di Manfredonia, confessando: "Ho ucciso un uomo, sono venuto a costituirmi".

Lo stesso spiegò agli inquirenti di avere ucciso il rivale in amore Vincenzo Paglione, perchè convinto che la vittima avesse una relazione sentimentale con l'ex moglie. Il pubblico ministero Marina Gravina contesta l'omicidio aggravato dalla premeditazione, per questo motivo si è arrivati a dibattimento, dato che la normativa attuale non consente la celebrazione del processo con il rito abbreviato per quei reati puniti con l'ergastolo, come appunto l'omicidio premeditato.

Il difensore di Cipparano, l'avvocato Michele Sodrio (nella foto in basso), punta invece ad escludere la premeditazione, cercando di fare leva anche su una consulenza psichiatrica, per sostenere che l'imputato non fosse in condizioni di elaborare e decidere un omicidio da diversi giorni prima. Per guadagnare tempo, il presidente della Corte ha già disposto per la prossima udienza l'audizione del prof. Ricci, medico legale nominato dalla Procura, e di uno dei poliziotti che si occuparono delle indagini. Da parte sua, la difesa di Cipparano ha già anticipato di voler rinunciare a sentire molti dei trentasei testimoni indicati dal pubblico ministero, il che dovrebbe accelerare di molto i tempi del processo.

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