Cronaca

Omicidio Francesco Traiano: rinviati a giudizio gli autori della sanguinosa rapina. "Ci dovremo costituire parte civile" ma la Regione non c'è

Il processo a carico di Antonio Bernardo, Christian Consalvo, Antonio Pio Tufo e Simone Pio Amorico (l’unico sottoposto ai domiciliari e con una posizione subalterna al gruppo) inizierà il prossimo 18 giugno. Già a processo, a Bari, il minore accusato di aver sferrato i fendenti rivelatisi mortali

Avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, ma il giudice ha rigettato la richiesta e ha rinviato a giudizio, davanti alla Corte d’Assise di Foggia, i quattro foggiani arrestati perché coinvolti a vario titolo nella sanguinosa rapina al bar ‘Gocce di Caffè’, in via Guido Dorso.

Il processo a carico di Antonio Bernardo, Christian Consalvo, Antonio Pio Tufo e Simone Pio Amorico (l’unico sottoposto ai domiciliari e con una posizione subalterna al gruppo) inizierà il prossimo 18 giugno: secondo l’accusa, i quattro giovanissimi, di età compresa tra i 21 e i 24 anni, avrebbero preso parte tanto al piano quanto al progetto rapina, poi sfociato nell’omicidio di Francesco Traiano.

Ad eccezione di Amorico, rispondono dei reati di omicidio, rapina e furto.

Già a processo, a Bari, il 17enne accusato di aver sferrato il fendente che ha ferito Traiano e che si è rivelato mortale.

All’udienza preliminare di ieri era presente il nipote di Francesco Traiano, Alfredo; insieme ai familiari della vittima (rappresentati dall’avvocato Gianluca Ursitti), si sono costituiti parte civile il Comune di Foggia e la Camera di Commercio.

Nessuna istanza invece è pervenuta dalla Regione Puglia che, all’indomani degli arresti, aveva manifestato tale volontà

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