Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Paglione, si va a dibattimento. Per il gup fu un delitto premeditato: "Lo riteneva un rivale in amore"

Prossima udienza, in Corte d'Assise, il 19 aprile. Il giudice ha dichiarato inammissibile la richiesta di giudizio abbreviato e rigettato la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dalla difesa dell'imputato Biagio Cipparano

Immagine di repertorio

"Inammissibile la richiesta di giudizio abbreviato". Così si è espresso, questa mattina il Gup del Tribunale di Foggia, Armando dello Iacovo, che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Marina Gravina, nei confronti del 53enne manfredoniano Biagio Cipparano per l'omicidio premeditato del consulente del lavoro Vincenzo Paglione, avvenuto a Manfredonia la mattina del 5 febbraio 2020.

Disposto, quindi, l'inizio del dibattimento davanti alla Corte d'Assise di Foggia, per il 19 aprile prossimo. Il giudice ha dichiarato inammissibile la richiesta di giudizio abbreviato che venne avanzata nelle scorse udienze dal difensore l'avvocato Michele Sodrio, rigettando anche la richiesta di perizia psichiatrica avanzata sempre da Sodrio. Confermando l'esistenza della premeditazione, il giudice ha applicato la nuova normativa (voluta dal primo Governo Conte), che vieta il giudizio abbreviato (con sconto di un terzo della pena) per tutti i delitti puniti con l'ergastolo e fra questi c'è appunto l'omicidio con premeditazione.

Evidentemente il gup ha accolto la tesi di pubblico ministero e parti civili, cioè il fatto che Cipparano avesse deciso diversi giorni prima di uccidere Paglione, ritenuto un rivale in amore per una relazione sentimentale con la ex moglie dell'assassino. "E' una decisione che non condivido, ma che ovviamente rispetto, avendo massima stima nel giudice che l'ha emessa", spiega l'avvocato Michele Sodrio (in basso), difensore di Biagio Cipparano "Resto convinto che andremo a celebrare un dibattimento non necessario, trattandosi di un reo confesso e soprattutto in assenza di prove certe sulla premeditazione".

"Mi aspetto - conclude il legale -  che i giudici della Corte d'Assise riconoscano la correttezza della nostra tesi. La nuova normativa vieta l'abbreviato in questi casi, ma se l'aggravante viene esclusa dopo il dibattimento, l'imputato avrà comunque diritto allo sconto di un terzo della pena. Questo sarà il nostro obiettivo nel corso del processo".

Avvocato Michele Sodrio-3

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