Rinviato a giudizio, Riccardi chiede di attenersi ai fatti: “Dimostrerò mia non colpevolezza”

Angelo Riccardi è stato rinviato a giudizio nell’ambito della vicenda degli “esami comprati” all’Università di Pescara. Il Movimento 5 Stelle chiede una riflessione politica da parte della coalizione ‘Manfredonia 2020’

Angelo Riccardi sindaco di Manfredonia

Rinviato a giudizio dal Tribunale di Pescara per i reati di corruzione e peculato all’interno della vicenda degli “esami comprati” all’Università, Angelo Riccardi chiede di attenersi ai fatti: “A tutti coloro i quali, eccitati dal giustizialismo, non vorranno tentare l’esercizio in cui non hanno alcuna fiducia di riuscire, rivolgo l’invito a non desistere e a praticare un minimo di equilibrio: per criticare senza azzannare l’avversario politico, per non condannare prima dell’esito del processo, per non sostituirsi ai giudici”.

Il primo cittadino aggiunge: “Non mi aspetto che nella feroce lotta politica in atto si rispetti il principio costituzionale per cui ogni cittadino deve essere considerato innocente fino alla sentenza definitiva di condanna. Non sottovaluto i capi d’accusa, non intendo minimizzare il rinvio a giudizio, ma chiedo soltanto di attenersi ai fatti. I fatti dicono che sono stato già prosciolto da un capo d’accusa (reato di falso) e sono fiducioso che in sede di giudizio dimostrerò la mia non colpevolezza”

Aggiunge il sindaco di Manfredonia: “Ho fiducia nell’operato dei giudici, che hanno mostrato in più occasioni competenza ed equilibrio nelle loro decisioni. Di là dalle speculazioni propagandistiche e dalle campagne mediatiche, sono certo che si chiarirà tutta la vicenda. Ora, finalmente, potrò difendermi nel processo, dove potrò far valere la mia versione dei fatti e le mie ragioni. Ora, finalmente, le speculazioni dovrebbero lasciare il posto alle dimostrazioni. Non sottovaluto le ragioni di opportunità che dovrebbero indurmi a dimettermi. A coloro che pretendono, esigono, sognano le mie dimissioni, suggerisco di informarsi sull’esito di tanti rinvii a giudizio che si sono conclusi con assoluzioni”

Angelo Riccardi prosegue: “E’ esemplare il caso del sindaco di Napoli, De Magistris, assolto dopo la sentenza di primo grado, che, se si fosse dimesso, non sarebbe potuto tornare a fare il sindaco. I fatti dicono che sono stato rinviato a giudizio per fatti estranei al mandato ricevuto. I fatti non riguardano l’amministrazione di Manfredonia, a cui dedico tutto il mio tempo e tutte le mie energie per promuoverne la crescita, attuando il programma sottoposto al voto dei cittadini che mi hanno eletto”.

Sul caso il Movimento 5 Stelle credo sia necessaria ed urgente una riflessione politica da parte della Coalizione Manfredonia 2020 che ha portato Angelo Riccardi a Palazzo San Domenico. “E’ ancora opportuno che il Comune di Manfredonia sia rappresentato da chi è sotto processo per reati contro la Pubblica Amministrazione? Non avremo, almeno fino alla conclusione del primo grado, il classico caso di “anatra zoppa”, cioè di un sindaco che lavorerà sempre con il pensiero alle sue pesanti vicende processuali e, quindi, non sereno ed efficiente?”

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