Rimosse le panchine dell'Intermodale: non è manovra anti-bivacco, ma per "salvaguardare la salute pubblica"

Il presidente Ataf Cristiano Curatolo in merito alla decisione di eliminare le sedute dal Terminal Intermodale di piazzale Vittorio Veneto, smontate in tutta fretta e accatastate in un angolo. "Stiamo trovando soluzioni alternative"

Le panchine rimosse

“E’ una situazione provvisoria, che risponde alla necessità di salvaguardare la salute pubblica”. Il presidente Ataf Cristiano Curatolo va dritto al punto, allontanando dubbi e voci che nelle ultime ore stanno prendendo corpo, soprattutto attraverso i canali social, in merito alla decisione di eliminare le sedute dal Terminal Intermodale di piazzale Vittorio Veneto, smontate in tutta fretta e accatastate in un angolo.

Non è una ‘manovrina’ per allontanare degrado e bivacco; non è il dejà-vu di quanto già accaduto in passato lungo il viale della Stazione, dove la ‘toppa’ (l’eliminazione delle panchine pubbliche) era peggio del ‘buco’ (il degrado dell’area), facendo insorgere residenti e commercianti del quartiere. “Quelle sedute erano state in parte vandalizzate, il resto usate come ‘gabinetto’ da chi utilizza la sala come dormitorio”, spiega Curatolo a FoggiaToday. “Complice il caldo di questi giorni, la situazione era diventata davvero insostenibile”. Nonostante gli ambienti vengano igienizzati tre volte al giorno con prodotti specifici, ogni mattina gli utenti del Terminal intitolato alla memoria dell’on. Vincenzo Russo venivano accolti da sporcizia e cattivo odore, urina e siringhe.

“Ma siamo al lavoro per trovare alternative”, garantisce Curatolo. “Tempo 15 giorni e giungeremo ad una soluzione che possa soddisfare l’utenza nel diritto di usufruire di sedute in un ambiente salubre. Abbiamo fatto questo primo passo, in via del tutto provvisoria; ora stiamo valutando come procedere, anche assoggettandoci i costi di interventi relativi ad un cambio di sedute o di un servizio di guardiania notturno”. “Nelle more di trovare una soluzione condivisa”, puntualizza invece l’ingegnere Leonardo Ciuffreda, dirigente del Settore Tecnico “si è deciso di non dotare l’utenza di sedute in via temporanea, ma di non creare loro disagi più gravi. Si è optato per la salvaguardia salute pubblica. Peraltro, l’utenza che sta lamentando l’assenza delle sedute è la stessa che denunciava il degrado degli ambienti”.

Quali possono essere, quindi, le proposte? “Stiamo valutando”, riprende Curatolo. “La scelta più semplice è attivare un servizio di guardiania, che però ha dei costi. Stiamo pensando di sostituire le sedute con altre ‘a ribalta’, che si prestano meno ad usi impropri quali bivacco, giacigli-dormitori improvvisati e altro. Anche in questo caso il discrimine è solamente economico”. Qualora non si dovesse trovare la ‘quadra’ nei tempi stabiliti, si ripristineranno le vecchie sedute adeguatamente sanificate, “ma incrementeremo i passaggi in orari serali e notturni dei nostri addetti”, conclude Curatolo. “Troveremo una soluzione in tempi rapidi”, assicura Ciuffreda. “L’utenza del terminal è vasta, c’è gente che prende autobus urbani, extraurbani e nazionali. E’ impensabile lasciarli in questo stato”. 

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