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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca

Il 'Caso Foggia' all'attenzione del Ministro della Giustizia: spiragli per la riapertura di tribunali e sedi distaccate

Questo pomeriggio il ministro della Giusitizia Carlo Nordio, alla Camera dei Deputati, ha risposto al question time del Movimento Cnquestelle sulla revisione della distribuzione degli uffici giudiziari

Non è un mistero che la Capitanata sia stata penalizzata dalla riforma della geografia giudiziaria del 2013 ed è chiaro che vi sia una emergenza giustizia. In un battibaleno, lo ricordiamo, furono cancellati Procura e Tribunale di Lucera e altre ben sei sezioni distaccate, tra cui Cerignola, San Severo e Manftredonia. Furono chiuse anche le sedi di Apricena, Rodi Garganico e Trinitapoli con il trasferimento di tutti processi nel solo Palazzo di Giusitizia di Foggia. Oggi, infatti, vi sono 13mila processi pendenti e, peraltro, per ammissione del Procuratore Ludovico Vaccaro, "a Foggia non vuole venire nessuno".

Questo pomeriggio il ministro della Giusitizia Carlo Nordio, alla Camera dei Deputati, ha risposto al question time del Movimento Cnquestelle sulla revisione della distribuzione degli uffici giudiziari: "Ritengo che gli esiti della Riforma non abbia dato gli esiti sperati, occorre una profonda revisione. In questo momento non siamo assolutamente in grado di dare dei numeri concreti e precisi, ma posso assicurarvi che questo dicastero sta affrontando la tematica della revisione della geografia giudiziaria al fine di trovare le soluzioni più idonee. Stiamo costituendo dei gruppi di lavoro per vedere come si possa conciliare la efficienza nella giustizia attraverso la razionalizzazione, la digitalizzazione, l'informatizzazione, la costituzione degli uffici di prossimità, senza però togliere la doverosa risposta che lo Stato deve dare di giusitizia territoriale soprattutto nei confronti delle sedi più disagiate dove la soppressione degli uffici giudiziari tante volte ha portato dei disagi e degli svantaggi maggiori dei vantaggi che si potevano supporre"

Una risposta che ha soddisfatto parzialmente l'ex Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, il quale ha posto all'attenzione del ministro la situazione della Capitanata, in cui vi sono luoghi sprovvisti di sedi giudiziarie nonostante la ferocia della 'Quarta Mafia': "Si è adottato un criterio burocatico, del numero dei magistrati, dei carichi pendenti o dei carichi processuali. Non si è guardato invece ai territori e alle esigenze di giustizia che hanno, all'esigenza cioè che si intervenga in quei territori laddove le mafie sono presenti".

Eppure altre realtà geograficamente più piccole, come il Molise, godono di un numero maggiore di sedi giudiziarie, con tre procure e tre tribunali. Foggia, con una estensione doppia e con competenze di alcuni comuni della Bat, ha una sola Procura e un solo tribunale. Ed è così che i magistrati rinuncerebbero a venire a lavorare in città, "un po’ per il grosso carico di lavoro e poi certamente per tante situazioni di carattere ambientale. Anche per i magistrati di prima nomina Foggia non è tra le prime scelte” la denuncia fatta in più circostanze dal numero uno della Procura di Foggia.

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