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Immagine di repertorio

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Assenze di massa per malattia, in tilt il servizio rifiuti a San Severo: "Verifiche e se è necessario licenziamenti"

Una protesta che nascerebbe dal blocco degli straordinari disposto dall’azienda. La Buttol Srl: "Abbiamo messo fine a quella che è diventata una consuetudine nel corso degli anni"

In merito agli articoli pubblicati sul servizio di raccolta e smaltimento rifiuti di San Severo, la Buttol precisa quanto segue:

L’azienda si sta adoperando nel ripulire la città nel più breve tempo possibile. Allo stato attuale sono stati rimossi tutti i rifiuti indifferenziati, per poi procedere a raccogliere le varie frazioni come da calendario, proprio per non vanificare lo sforzo di quei cittadini che si adoperano per fare una corretta differenziata, anche per non buttare al vento i risultati raggiunti in termini percentuali.

La presenza di rifiuti per strada è causata dalle assenze di massa per malattia dei dipendenti attualmente in forza a San Severo, che ricordiamo sono stati assunti come da passaggio di cantiere. L’organico ridotto ha quindi causato disagi nella raccolta e pian piano sta ritornando tutto alla normalità.

L’atteggiamento di una parte dei dipendenti, però, sarà oggetto di un’inchiesta interna o comunque di verifiche. L’azienda è pronta a sanzionare chi non ha svolto fino in fondo il proprio lavoro e chi si è assentato in maniera ingiustificata. Se necessario attivando anche le procedure di licenziamento nei confronti di chi, attraverso l’assenteismo, danneggia l’immagine dell’azienda e compromette il regolare svolgimento del servizio a discapito della collettività. L’azienda non tollera un atteggiamento simile e non cederà ad alcuna forma di ricatto.

Una protesta, se così vogliamo chiamarla, che nasce probabilmente dal blocco degli straordinari disposto dall’azienda. La Buttol Srl, nel pieno rispetto delle regole e con l’obiettivo di garantire legalità e trasparenza, ha messo fine a quella che è diventata una consuetudine nel corso degli anni. Il costo degli straordinari è lievitato fino a 30mila euro mensili e l’azienda non è disposta ad andare avanti percorrendo questa strada, anche perché si tratta di straordinari non riconosciuti dall’ente comunale. 

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