Cronaca Centro - Piazza Giordano / Corso Benedetto Cairoli

Emergenza rifiuti: arrivano SIA ed ASE, ma bruciano i primi cassonetti

Intanto si apprende da fonti del Comune che l'Imu versato dei foggiani è servito a pagare gli stipendi dei lavoratori Amica

Il mercato di via Rosati

Saranno la SIA di Cerignola e l’ASE di Manfredonia ad unire le forze e a correre in soccorso di Foggia, ormai in piena emergenza ambientale sul fronte rifiuti. I cassonetti non vengono svuotati da due giorni, precisamente da sabato, quando alla mezzanotte è  scaduto l’esercizio provvisorio di Amica e Dauniambiente e i 355 lavoratori, bocciato il referendum, sono andati tutti a casa.

I rifiuti fanno bella mostra di sé ad ogni angolo di strada; le condizioni in cui versano le strade, sulle quali pure si snoda il passeggio pre-festivo, stridono con le luminarie natalizie che le sovrastano. L’emergenza è sotto gli occhi di tutti.

Il sindaco Mongelli ha tentato fino all’ultimo di scongiurare l’intervento dell’Esercito; il prefetto Luisa Latella si è rimessa alle soluzioni del primo cittadino che nel pomeriggio ha incassato la disponibilità anche di Manfredonia, dopo che Cerignola ha fatto sapere di non essere in grado, da sola, di sostenere il carico rifiuti della città. Insieme metteranno a disposizione 8 mezzi e 24 uomini, tra autisti ed operatori ecologici.

Va da sé che si tratta di una misura più che temporanea e precaria, per tamponare il tamponabile: le due società pubbliche limitrofe si limiteranno allo svuotamento dei cassonetti e al deposito dell’immondizia in discarica. Null’altro. Sia ed Ase dovrebbero operare già dalle 14.00 di domani.  Il sindaco dovrebbe emanare la necessaria ordinanza ad horas.

L’allerta è massima, i lavoratori “irriducibili” hanno più volte messo in guardia l’amministrazione comunale dal conferire il servizio a chicchessia: “i rifiuti li raccogliamo solo noi a Foggia” hanno continuato a minacciare oggi al Comune di Foggia, nell’incontro tenutosi con sindaco e curatela fallimentare. In queste ore si sta dettagliando il piano delle zone da coprire che dovrebbe, ragionevolmente, dare la priorità alle aree mercatali (via Rosati) e agli Ospedali Riuniti, punti critici che rischiano di diventare una bomba ambientale.

Precipitata nella serata di ieri, quando i lavoratori, realizzato appieno il licenziamento, si sono portati sotto la Prefettura e hanno bloccato al traffico Corso Garibaldi, la situazione sul fronte occupazionale è bollente.  

Questa mattina una delegazione composta da una cinquantina di loro è stata ricevuta dal sindaco Gianni Mongelli a Palazzo di Città mentre il resto presidiava dall’esterno il Comune. Con Mongelli, gli assessori Pippo Cavaliere e Rocco Lisi e la curatrice fallimentare Mirna Rabasco. Tra i banchi anche alcuni consiglieri comunali e sindacati.

La situazione precipita sin da subito; i lavoratori urlano e sbattono i pugni sui banchi, sorvegliati a distanza ravvicinata da Digos e Carabinieri. Tanto basta, in ogni caso, per vietare l’aula alle telecamere. Il fronte è diviso: ci sono i “falchi”, pochi, che pretendono di tornare subito in servizio “altrimenti questi giorni di buco ce li paga il Comune”; e le “colombe”, la gran parte, le stesse che hanno firmato una petizione per riprendere l’accordo con Amiu (raccolte 295 firme, la stragrande maggioranza) alle quali il sindaco si è rivolto quando ha spiegato che, fermi restando i licenziamenti (sui quali nessuno strumento giuridico può intervenire per abrogarli),  l’amministrazione “farà tutto il possibile per accelerare l’ingresso di Amiu in città, già dagli inizi di gennaio”.

Amiu che col presidente Grandaliano, ha ribadito Mongelli, si sarebbe detta disponibile a riprendere tutti i lavoratori licenziati con, va da sé, un nuovo contratto. Quindi il sindaco è volato a Bari, dal presidente Nichi Vendola, per incassare il placet al percorso illustrato e la garanzia che, non appena Amiu sarà pronta, il governatore emanerà la relativa ordinanza contingibile ed urgente.

Nel frattempo, pare,  i sindacati si stiano preparando a rifare il referendum dal momento che quella raccolta firme non ha valore giuridico mentre Francesca Tavano annuncia: “accerteremo le responsabilità presso la Procura della Repubblica. Contestata in aula la curatrice fallimentare, rea, secondo i sindacati, di aver fatto sfumare la possibilità che i lavoratori potessero godere della proroga di un altro mese dell’esercizio provvisorio di Amica e Dauniambiente, nelle more che Amiu entrasse in servizio.

Intanto dal Comune di Foggia si apprende che la i primi introiti della seconda rata dell’Imu (circa 500mila euro), pagata proprio oggi dai foggiani, sono stati già trasferiti sul conto di Amica per i necessari pagamenti delle spettanze relative ai 15 giorni di dicembre lavorati e dei ratei di 13esima e 14esima. 

I lavoratori, nel frattempo, hanno smobilitato ma il livello di guardia in città resta altissimo. La Prefettura viene informata in tempo reale dell’evoluzione degli scenari. Allerta massima anche tra le forze dell’ordine che domani presumibilmente saranno dispiegate a presidio nuovamente del Palazzo comunale, dove tornerà a riunirsi il consiglio. In serata, intanto, un cassonetto è andato a fuoco in pieno centro, in corso Cairoli. Sul fuoco polizia e Vigili del fuoco

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