Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca San Paolo di Civitate

Accusato di assenteismo, ma il licenziamento dopo 200 giorni è nullo: Comune 'lento' perde il ricorso in Cassazione

Il caso del dipendente del Comune di San Paolo di Civitate accusato di assenteismo. L'avv. Dionigi Neri: "La Cassazione, il 5 aprile, ha depositato la sentenza con la quale rigettava il ricorso dell'Ente"

Licenziato per presunto assenteismo, la Cassazione rigetta il ricorso del Comune di San Paolo di Civitate e condanna l'ente alla refusione delle spese per il giudizio di legittimità.

La suprema corte mette fine, con sentenza depositata lo scorso 5 aprile, alla vicenda di Giovanni Caso, classe ’52, addetto al verde pubblico del Comune. Il provvedimento restrittivo era stato emesso a seguito dell’attività di indagine condotta dai carabinieri e dagli agenti della polizia locale, volte a contrastare il fenomeno del cosiddetto assenteismo.

A ripercorrere le tappe dell'intricata vicenda processuale è il legale difensore dell'uomo, l'avv. Dionigi Neri. "Nel 2015 - spiega - il Comune di San Paolo di Civitate, a seguito di una sentenza di patteggiamento, irrogava la sanzione disciplinare del licenziamento, con preavviso di 4 mesi, al dipendente Caso Giovanni. Lo stesso opponeva quel provvedimento dinanzi al Tribunale di Foggia che, in primo grado, rigettava il ricorso confermando il provvedimento sanzionatorio".

"Caso Giovanni quindi ricorreva in appello dinanzi alla Corte di Bari, la quale, stravolgendo la decisione del giudice di prime cure, dichiarava la nullità del licenziamento per la violazione dei termini di cui all'art. 55 bis del Dlgs 165/2001. Il sottoscritto, infatti, già con il primo ricorso dinanzi al Tribunale di Foggia, evidenziava il lungo lasso di tempo intercorso tra la conoscenza del fatto illecito e l'irrogazione della sanzione che sarebbe dovuta essere disposta entro 120 giorni e non, come poi verificato ed accertato, dopo oltre 200 giorni".

"Pertanto, il Comune di San Paolo di Civitate proponeva ricorso per Cassazione e il Caso Giovanni resisteva in giudizio con contro ricorso. infine, la Corte di Cassazione, il 5 aprile, ha depositato la sentenza con la quale rigettava il ricorso dell'Ente e, quindi, confermava la sentenza della Corte territoriale di Bari condannando l'ente alla refusione delle spese per il giudizio di legittimità".

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