Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca San Giovanni Rotondo

6 aprile 2009, 12 anni fa il terremoto de L'Aquila. Persero la vita otto foggiane: "Sono le 3.32 sempre"

Il commosso pensiero del sindaco di San Giovanni Rotondo, Michele Crisetti, alle compaesane Ilaria Placentino e Luciana Capuano e alle altre sei vittime Angela Antonia Cruciano di San Nicandro Garganico, Anna Russo e le figlie Rosa, Chiara, Michela e Giusy tutte originarie di Vieste

La comunità foggiana non dimentica. Dodici anni fa il terribile terremoto che distrusse L'Aquila, nel quale persero la vita 309 persone; tra loro otto figlie di Capitanata: Angela Antonia Cruciano di San Nicandro Garganico, Ilaria Placentino e Luciana Capuano di San Giovanni Rotondo, Anna Russo e le figlie Rosa, Chiara, Michela e Giusy tutte originarie di Vieste.

Sotto le macerie di una palazzina di via Luigi Sturzo furono recuperati i corpi di una famiglia di Vieste, a L'Aquila da tre anni: quello di Annamaria Russo - 39 anni lavorava in un autogrill - e delle figlie Chiara Germinelli di 11 anni, Giuseppina di 8, Micaela di 13 e Rosa di 17 anni. Nel posto dove hanno trovato la morte, Annamaria e le sue figlie si erano trasferite da pochissimo. 

Tra le vittime foggiane di quel maledetto 6 aprile 2009, anche Angela Antonia Cruciano, studentessa 21enne in Ingegneria di San Nicandro Garganico, morta nel crollo della casa dello studente.

In via Cola dell'Amatrice fu trovato il corpo senza vita di Ilaria Placentino, studentessa di Economia e Commercio di San Giovanni Rotondo. Stessa sorte toccò alla sua concittadina e studentessa di Medicina Luciana Capuano, trovata sotto le macerie della casa dello studente di via XX Settembre. Avevano entrambe 19 anni.

A loro, questa mattina, il sindaco di San Giovanni Rotondo, Michele Crisetti, rivolge il suo pensiero: "Sono le 3.32 quando il vostro ricordo sopraggiunge inaspettato in un giorno qualunque e ci ricorda che non ci siete più. Sono le 3.32 quando pensiamo che sareste cresciute, diventando professioniste in un mondo che forse vi avrebbe sorpreso, spaventato, un mondo che a volte fa paura a tutti ma che, nonostante tutto, ci spinge ad andare avanti anche quando non ce la facciamo più", scrive.

"Sono le 3.32 e ci accompagna un doloroso silenzio, nel pensiero delle ore che hanno seguito il terremoto e che vi hanno restituite alla nostra comunità come giovani angeli, decretando un cambio di rotta nella vita di chi vi ha amato e non si rassegnerà mai a tutto questo. Sono le 3.32 e vi vedo sorridere serene davanti a tutti noi, che non accettiamo ancora l’idea che siano passati 12 anni da quella tremenda notte. Qui, Luciana pia, qui, Ilaria, il tempo a volte non scorre più per davvero. Sono le 3.32 sempre, in un momento che non ha fretta di passare. Non smetteremo mai di ricordarvi e di portarvi dentro di noi", conclude.

Questo invece il commento del sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti: "12 anni fa, il 6 di aprile, fu terribile la sorte di una famiglia di Vieste che lì viveva: la Signora Michela Germinelli, le figlie Chiara, Annamaria, Giuseppina e Rosa persero il prezioso dono della vita facendo precipitare in un dolore immenso tutta la Nostra Vieste. Oggi 6 aprile, Li ricordiamo con affetto".

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