Uccisa a Foggia con 5 colpi di pistola, ma "l'assassino vive in libertà". Il fratello: "100mila euro a chi può fornire prove"

L'uomo chiede prove attendibili e concrete per dare giustizia alla sorella: "Da 26 anni io vivo con questo pensiero: ogni istante della mia vita penso che l’assassino di Elena vive tranquillamente in libertà"

Immagine di repertorio

"Deluso dalla giustizia" per la seconda volta, Leopoldo Mariella non si rassegna. Vuole dare un nome  e un volto all'uomo che esattamente 26 anni fa, il 17 marzo del 1993, uccise con cinque colpi di pistola la sorella Elena, in via Ordona Lavello, a Foggia.

Dopo l'archiviazione bis delle indagini, Mariella - sempre più deciso a trovare la prova-regina per incastrare l'assassino di sua sorella - esce allo scoperto e decide "di dare una ricompensa di 100.000 € a colui o colei, che possano dare informazioni utili per mettere quest'uomo dietro le sbarre definitivamente". Chiede prove attendibili e concrete, "da depositare presso la Procura di Foggia. Spero che questa iniziativa possa avere un riscontro positivo, perché da 26 anni io vivo con questo pensiero: ogni istante della mia vita penso che l’assassino di Elena vive tranquillamente in libertà".

Nel marzo dello scorso anno, sulla base di nuovi elementi giunti in Procura, si decise di riaprire il caso Mariella. Le indagini svolte immediatamente dopo l'omicidio furono indirizzate al delitto passionale e venne indagato un architetto foggiano che pare avesse avuto una relazione sentimentale con la vittima. Gli elementi raccolti durante le fasi investigative, però, non furono ritenuti sufficienti tant’è che non si arrivò neanche alla richiesta di rinvio a giudizio, ed il processo terminò con la richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica stessa. Quello che Mariella crede possa essere l'assassino di sua sorella, infatti, "fu scagionato - spiegò in un'altra lettera inviata a FoggiaToday - grazie allo scontrino di un caffè e un falso testimone"

Anche il nuovo corso di indagini, però, si è concluso con un nulla di fatto. E le prove che avevano consentito l'apertura del cold case non hanno portato a nessuna svolta. "So che possono sembrare pochi 100.000 € - spiega Mariella a FoggiaToday - ma secondo me possono cambiare la vita di qualcuno. Questa mia decisione vuole dare una spinta, economica e nello stesso tempo emotiva, a coloro che vivono o hanno vissuto per tutto questo tempo vicino all’assassino". Per la causa, l'uomo - che vive ormai da anni lontano da Foggia - ha creato un indirizzo di posta elettronica dedicato: elena.mariella17.03.1993@gmail.com.

Potrebbe interessarti

  • Proprietà e benefici dei lupini

  • Rimedi naturali per pulire la piastra del ferro da stiro

  • Le bracerie a Foggia: i posti giusti per gli amanti della carne

  • Cosa fare in caso di puntura da medusa?

I più letti della settimana

  • Incidente mortale tra San Severo e Apricena, violento scontro tra auto e tir: purtroppo c'è una vittima

  • Tragedia nelle campagne del Foggiano: bracciante agricolo muore schiacciato da un trattore

  • Il mare della Puglia è il terzo più bello d'Italia: quello di Vieste, Mattinata, Tremiti e Monte premiato con 4 vele

  • Esplode silos in azienda cereagricola: paura ad Ascoli Satriano

  • Attimi di paura in ospedale: violento irrompe in Pronto Soccorso, aggredisce infermiere e lancia in aria pc e defibrillatore

  • La Capitanata in lutto: è morta la 'nonna d'Europa' Giuseppa Robucci, si è spenta a 116 anni (e 90 giorni)

Torna su
FoggiaToday è in caricamento