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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca Cagnano Varano

Gravi accuse da due imprenditori, tre ex amministratori e un dirigente nei guai a Cagnano: chiesto il rinvio a giudizio

Il Comune di Cagnano Varano e due imprenditori le parti offese. Richiesta di rinvio a giudizio per l'ex sindaco, il responsabile dell'Utc, una consigliera comunale ed ex assessore e un ex consigliere comunale

Da alcuni giorni a Cagnano Varano - nei locali, piazze, vie e abitazioni - non si fa che parlare della richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Foggia, nella persona del sostituto procuratore Marco Gambardella, nei confronti di Giampiero Di Lella, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, dell’ex sindaco Claudio Costanzucci, dell’attuale consigliere comunale ed ex assessore, Mariella Scanzano, nonché dell’ex consigliere comunale Giuseppe Di Rita, difesi, tutti e quattro, dall'avvocato Angelo Pio Gaggiano. L’udienza preliminare fissata dal gip Giuseppe Ronzino si terrà a febbraio. 

Le parti offese sono gli imprenditori Fernando D’Apolito, legale rappresentante dell’omonima Costruzioni e il legale rappresentante della cooperativa Agro Forestale Verde Futura, Francesco Azzarone. E il Comune di Cagnano Varano. Cinque in tutto i capi di imputazione. 

Il primo (2018-2 dicembre 2020) nei confronti di Giampiero Di Lella, perché “in qualità di responsabile dell’Utc di Cagnano Varano, nello svolgimento delle sue funzioni e del suo servizio, con più azioni e omissioni esecutive”, avrebbe arrecato intenzionalmente un danno ingiusto, “consistente nel generare la sostanziale paralisi delle attività amministrativa e in particolare l’impossibilità dell’Ente di concludere i procedimenti amministrativi e far fronte alle istanze di rilascio di copie conformi”.

In particolare Di Lella avrebbe omesso intenzionalmente di sottoscrivere, sia in formato digitale che cartaceo, 835 determinazioni riferibili al terzo settore e 26 determinazioni riferibili al quarto settore tra il 2018 e il 2020, e avrebbe emesso atti amministrativi invalidi, “con conseguenti rilevanti pregiudizi per la funzionalità amministrativa del Comune di Cagnano, consistenti nella impossibilità di concludere i relativi procedimenti amministrativi, nell’essere esposto a contenziosi giurisdizionali e nel non poter evadere le stanze afferenti all’oggetto delle predette determinazioni”.

Il secondo (2019-settembre 2020), nei confronti di Giampiero Di Lella e di Giuseppe Di Rita, “perché in concorso tra loro, con più azioni e omissioni esecutive” avrebbero affidato verbalmente lavori pubblici, “con riferimento al Di Rita senza esserne competente”, a Francesco Azzarone, legale rappresentante della ditta ‘Verde Futura cooperativa Agro Forestale’. In questo modo gli avrebbero intenzionalmente procurato un danno di oltre 30mila euro, “consistente nell’aver eseguito i lavori (sostenendo le relative spese), senza ottenere la liquidazione di quanto dovuto a titolo di corrispettivo”.

Inoltre, Di Lella e Di Rita, “abusando delle rispettive qualifiche pubbliche e prospettando all’Azzarone la sussistenza di ragioni di urgenza che impedivano di emettere i provvedimenti amministrativi e stipulare i contratti pubblici”, avrebbero affidato alla ditta alcuni lavori: la costruzione di una staccionata in legno in località isola Capoiale e interventi extra per pulizia spiaggia; la rimozione e il seppellimento carcasse di mucche presenti in una azienda agricola presso San Nicola Imbuti, lo spargimento di sale per attenuare gli effetti di una nevicata sulle strade, il riempimento di buche e il ripristino di alcuni tombini con asfalto. Infine il ripristino del muretto con cemento del parco giochi antistante il municipio.

Il terzo capo d'imputazione (ottobre 2020), riguarda sempre il responsabile dell'Utc di Cagnano Varano e Di Rita, perché in concorso tra loro, “abusando delle loro qualifiche e dei loro poteri”, avrebbero proferito (contestualmente) alcune frasi all’indirizzo di Francesco Azzarone: “Questa è la procedura per poter lavorare, devi fare come diciamo noi, se ti conviene, altrimenti fanno la fila altri che fanno il lavoro al posto tuo”. Espressione, questa, che sarebbe stata pronunciata dal Di Rita. Il Di Lella avrebbe invece detto “fai questi lavori e poi ti paghiamo quelli di prima”. “Se vuoi lavorare è così, fai questo lavoro e forse ti paghiamo l’altro di prima, se fai il bravo” avrebbe invece detto Di Rita.

Ergo, secondo quanto riportato nella richiesta di rinvio a giudizio, “compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco a indurre l’Azzarone a non avanzare pretese in ordine alla liquidazione di quanto dovuto a titolo di corrispettivo per le effettuazioni dei lavori…e svolgere ulteriori lavori di interesse pubblico in assenza di qualsivoglia determina o contratto pubblico”.

Il quarto (gennaio 2017-settembre 2019), nei confronti dell'ex sindaco Claudio Costanzucci, di Giuseppe Di Rita e dell'ex assessore Mariella Scanzano, perché in concorso tra loro, “con più azioni ed omissioni”, nello svolgimento delle loro funzioni e del loro servizio, avrebbero affidato verbalmente e senza averne la competenza, a Fernando D’Apolito, lavori pubblici e forniture. Così facendo gli avrebbero procurato intenzionalmente un danno di oltre 91mila euro, “e, segnatamente, consistente nell’aver eseguito i lavori senza ottenere la liquidazione di quanto dovuto a titolo di corrispettivo”.

I tre, “abusando delle rispettive qualifiche pubbliche e prospettando al D’Apolito la sussistenza di ragioni di urgenza che impedivano di emettere i provvedimenti amministrativi e stipulare i contratti pubblici" avrebbero affidato lavori di sostituzione vetri del palazzetto dello sport (“lavori commissionati verbalmente da Costanzucci, Di Rita e Scanzano”), il rifacimento dell’asfalto del piazzale dello sport (“lavori commissionati verbalmente da Costanzucci e Di Rita”), il ripristino del manto stradale di alcune vie del Comune (“lavori commissionati verbalmente da Costanzucci e Di Rita”), lavori per emergenza neve gennaio 2017 (“commissionati verbalmente da Costanzucci e Di Rita”), la rimozione del materiale di risulta località Bacino/Filari (“lavori commissionati verbalmente da Di Rita”), manutenzione straordinaria di tinteggiatura e messa in sicurezza scuola provinciale (“lavori commissionati verbalmente da Costanzucci e Di Rita”), trasferimento arredo e mobilio scolastico dalla scuola media alla scuola provinciale (“lavori commissionati verbalmente da Costanzucci, Di Rita e Scanzano”), noleggio blocchi di cemento e posizionamento e rimozione degli stessi (“lavori commissionati verbalmente da Scanzano”), scavi palazzetto dello sport per messa in opera conduttore del gas al servizio dello stesso (“lavori commissionati verbalmente da Di Rita e Scanzano”), noleggio attrezzature varie per alunni della scuola provinciale (“lavori commissionati verbalmente da Costanzucci e Di Rita”).

Il quinto ed ultimo capo d'imputazione (giugno 2018), riguarda Giampiero Di Lella, Giuseppe Di Rita e Mariella Scanzano, che “con più azioni e omissioni, abusando delle loro qualifiche e dei loro poteri”, avrebbero proferito all’indirizzo di D’Apolito, alcune frasi incriminate: “O stai con noi o contro di noi, stai a patti altrimenti sei fuori”, “stai attento che sono io che decido chi deve lavorare, quello che dico, che decido e che faccio, nessuno mi deve contraddire” espressione che avrebbe pronunciato Scanzano. “So io come manovrare tutto, stai attento" avrebbe detto Di Lella, mentre Di Rita, contemporaneamente, avrebbe esclamato: “Ascolta e rifletti”.  “Se vuoi recuperare i soldi devi fare come diciamo noi, altrimenti non avrai nulla. Quindi fai i lavori che ti diciamo, punto e basta”, espressione che avrebbe pronunciato Di Rita. “Ti faremo fallire così impari”, “fai i lavori come diciamo noi altrimenti non ti diamo nulla”, dichiarazioni, quest'ultime, imputabili a Scanzano e Di Lella.

Nel provvedimento si legge che “compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere D’Apolito a non avanzare pretese in ordine alla liquidazione di quanto dovuto a titolo di corrispettivo per l’effettuazione dei lavori e svolgere ulteriori lavori di interesse pubblico in assenza di qualsivoglia determina e contratto pubblico”

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