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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca

Accusato due volte di stalking ma sempre per lo stesso episodio. Il legale del 55enne: "E' un errore procedurale"

Parla l’avvocato Vincenzo Paglia. Il legale si appella al principio del ‘ne bis in idem’ che vieta, in buona sostanza, il doppio giudizio per il medesimo fatto

“C’è stato sicuramente un errore di applicazione procedurale. Non si può essere sottoposti per due volte alla stessa misura cautelare per reati riferiti ai medesimi episodi”. Così l’avvocato Vincenzo Paglia, legale del 55enne foggiano, raggiunto ieri dalla misura personale di divieto di avvicinamento alla ex moglie con l’accusa di stalking.

Il legale si appella al principio del ‘ne bis in idem’ che vieta, in buona sostanza, il doppio giudizio per il medesimo fatto. “Per gli episodi contestati (risalenti al periodo 2017-2018), il mio assistito è stato già colpito da analoga misura cautelare e sottoposto a procedimento penale, concluso peraltro con una sentenza di non luogo a provvedere”, spiega.

Evidentemente, ipotizza il legale, la parte offesa aveva sporto la medesima denuncia, in riferimento agli stessi episodi, presso diversi corpi di polizia facendo partire due procedimenti paralleli e concorrenti. “Abbiamo fatto presente al giudice che l’assistito è stato già sottoposto ad un procedimento penale, per il quale c’è stata la remissione di querela”, continua l’avvocato.

“Quest’ultimo ha acquisito la documentazione da noi prodotta e si è riservato di analizzarla. Reiterare un procedimento penale a carico di chi lo ha già subito è un errore di fatto. Pertanto ho eccepito il principio del ne bis in idem e ho chiesto la revoca della misura del divieto di avvicinamento, in quanto l’uomo ha già concluso il suo iter processuale per i reati e gli episodi contestati”.

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