Cronaca

Dopo 34 giorni torna libero l'ex consigliere comunale Bruno Longo, domiciliari revocati a tutti gli indagati di 'Nuvola d'oro'

Sono liberi l'ex consigliere comunale, il medico e il dipendente comunale in pensione e l'imprenditore informatico arrestati il 19 febbraio scorso nell'ambito dell'inchiesta Nuvola d'oro

Tutti gli indagati di Nuvola d'Oro sono liberi. Da ieri mattina con l'ex dipendente comunale in pensione rimesso completamente in libertà lo scorso 8 marzo Antonio Parente,  il medico in pensione Antonio Apicella e l'imprenditore informatico Luigi Panniello, anche Bruno Longo è tornato in libertà per effetto della revoca degli arresti domiciliari firmata dal gip Domenico Zeno. 

Tornati liberi il 12 marzo, Apicella e Panniello hanno l'obbligo di firma presso la Gdf due volte a settimana

I quattro - accusati di concorso in induzione indebita a dare o promettere utilità - erano stati incastrati dalle intercettazioni captate e contestualizzate dalla guardia di finanza nell'ambito dell'operazione ribattezzata 'Nuvola d'oro' che il 10 febbraio scorso aveva portato all'arresto dei quattro indagati.

Bruno Longo -  che avrebbe ammesso di aver ricevuto una quota della tangente - è tornato libero dopo 34 giorni trascorsi agli arresti domiciliari, che gli sono stati revocati ieri mattina. Sospeso con provvedimento del prefetto dalla carica di consigliere comunale, ha ora protocollato le sue dimissioni. 

Prima ancora il gip Domenico Zeno - come riportato dalla Gazzetta di Capitanata - aveva accolto la richiesta avanzata dall'avvocato Gianluca Ursitti di reimissione in libertà del medico, "rilevato che Apicella ha ammesso i fatti e offerto ampia collaborazione, è certamente intervenuta una attenuazione delle esigenze cautelari che possono essere salvaguardate con la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria" ha scritto il gip che il 10 febbraio scorso aveva firmato le quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere. Apicella avrebbe infatti ammesso i fatti e un suo coinvolgimento nella vicenda.

E rimesso in libertà dopo la richiesta dell'avvocato Mario Antonio Ciarambino anche l'imprenditore foggiano Luigi Panniello, che avrebbe ammesso sì un suo coinvolgimento nella vicenda ma ridimensionando la sua posizione, sostenendo cioè che fosse in credito rispetto al titolare della società molisana vincitrice dall'appalto annuale con il Comune di Foggia per il servizio informatico dei dati, che dal 2018 al 2019 avrebbe versato una tangente da 35mila euro che i quattro sospettati avrebbero diviso. Tangente che l'imprenditore si sarebbe visto costretto a versare per sbloccare le fatture di liquidazione. 

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